di Michele Vidone
L’Associazione Guide Turistiche Campania ha presentato una diffida e messa in mora nei confronti del Parco archeologico di Pompei in merito all’organizzazione di visite guidate promosse direttamente dall’ente. Contestualmente è stata avanzata anche una richiesta di accesso agli atti.
L’atto stragiudiziale è stato inviato, per conto della presidente dell’associazione Susy Martire, dall’avvocato Bruno De Maria al Ministero della Cultura, al Parco archeologico di Pompei, al comando provinciale dei carabinieri di Napoli, all’Autorità nazionale anticorruzione, al Comune di Pompei e alle tre società coinvolte nell’iniziativa.
La contestazione nasce dalla decisione della direzione del Parco di promuovere due percorsi tematici denominati “Pompei civica” e “Pompei quotidiana”. Il primo, come spiegato sul sito ufficiale degli scavi, prevede un itinerario con partenza da Porta Marina superiore dedicato alla dimensione civica della città antica; il secondo, con partenza da piazza Anfiteatro, è invece incentrato sugli aspetti della vita quotidiana degli abitanti dell’antica Pompei.
Secondo l’associazione, gli operatori che hanno perso le postazioni all’interno dell’area archeologica segnalano che il personale utilizzato dal concessionario per il servizio di accompagnamento e guida dei visitatori “non è abilitato all’esercizio della professione di guida turistica”.
Un ulteriore punto sollevato riguarda il contenuto del contratto di concessione assegnato all’Ati composta da Vivaticket spa, Opera-Laboratori Fiorentini spa e Almaviva spa. Secondo l’associazione guide turistiche Campania, infatti, il contratto non prevedrebbe l’affidamento dei servizi di guida, ma soltanto quello relativo all’“organizzazione di percorsi temporanei speciali e di manifestazioni culturali”.
Nel documento si evidenzia che tale attività dovrebbe consistere nell’“ideazione, organizzazione e gestione di visite ad accesso limitato aventi ad oggetto luoghi non fruibili e accessibili alla generalità dei visitatori a causa delle loro peculiari caratteristiche ed esigenze di tutela e sicurezza”. Si tratta di visite acquistabili e prenotabili con un biglietto separato, attualmente denominate “Pompei Special Tours”.
Con la diffida e la richiesta di accesso agli atti, l’associazione punta quindi a chiarire le modalità con cui è stato organizzato il servizio e la legittimità dell’affidamento delle attività di accompagnamento all’interno dell’area archeologica.
