Prima i contenuti, poi le leadership. È la linea indicata dall’europarlamentare del Partito Democratico Sandro Ruotolo, intervenuto a Napoli in occasione del convegno dedicato ai cento anni dagli scritti di Antonio Gramsci sulla questione meridionale. “Questa due giorni a Napoli dimostra cosa intendiamo costruire dal basso, nei territori, nel Mezzogiorno: una proposta politica, un programma”, ha spiegato Ruotolo, sottolineando come il lavoro emerso dai numerosi panel sarà messo a disposizione dell’intera coalizione progressista.
L’obiettivo, ha ribadito, è “battere la destra” guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In quest’ottica, Ruotolo invita a non anticipare il dibattito sulle leadership: “Nessun Papa nero, nessun federatore. Se qualcuno chiede le primarie, le faremo. Ma vengono dopo. Prima c’è il programma”.
Un passaggio importante è stato dedicato al ruolo del Mezzogiorno, considerato centrale per le sorti politiche nazionali. Ruotolo ha richiamato anche il dato del referendum sulla giustizia, sottolineando come a Napoli il 75% dei votanti si sia espresso per il “no”, interpretandolo come un segnale politico da non ignorare.
Nel suo intervento, l’europarlamentare ha evidenziato il tema del divario tra Nord e Sud, ponendo l’accento sulla necessità di rafforzare la qualità delle istituzioni e delle classi dirigenti. “Oltre 350mila laureati hanno lasciato il Sud. Senza classi dirigenti autonome e competenti il divario non si supera, si perpetua”, ha affermato, aggiungendo che il Mezzogiorno può rappresentare una risorsa decisiva per riequilibrare il Paese. Ruotolo ha infine replicato anche sulla mancata presenza del segretario regionale dem Piero De Luca, spiegando che si trattava di un’iniziativa di corrente e ricordando come in altre occasioni non vi fosse stato un invito reciproco.
