di Michele Vidone 

È in corso un lavoro politico sul territorio per costruire coalizioni di centrosinistra il più possibile ampie in vista delle elezioni comunali di maggio in diversi comuni della provincia di Napoli. Lo ha spiegato Francesco Dinacci, segretario del Pd di Napoli, al termine dell’incontro della coalizione.

Secondo Dinacci, il confronto parte direttamente dai territori, Comune per Comune, con l’obiettivo di arrivare dove possibile a candidature unitarie. “C’è una volontà condivisa di costruire coalizioni larghe, ovunque sarà possibile”, ha affermato.

Durante la riunione si è discusso sia dei Comuni più vicini alla definizione di un candidato sindaco unitario, sia delle situazioni più complesse dove resta il rischio di corse separate. A maggio si voterà in diverse città dell’area metropolitana di Napoli, tra cui Afragola, Arzano, Cardito, Casalnuovo, Casandrino, Ercolano, Frattamaggiore, Pompei, Portici, Ottaviano, Mugnano, Melito, San Giorgio a Cremano, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Saviano e Terzigno.

In molti di questi centri, però, si registrano tensioni all’interno della coalizione, anche alla luce della candidatura di Vincenzo De Luca a Salerno, che potrebbe determinare una spaccatura del cosiddetto campo largo e portare alla possibile assenza del simbolo del Pd.

“Vogliamo insistere su un’alternativa alla Meloni che parta dalle città – ha spiegato Dinacci – e nei prossimi giorni ragioneremo in ogni Comune sulle soluzioni più condivise, a partire da programmi di governo autorevoli per guidare le comunità. Diciamo no a decisioni calate dall’alto”.

Tra i Comuni dove Pd e Movimento 5 Stelle sembrano più vicini a una candidatura unitaria c’è Melito, dove si lavora sul nome di Dominique Pellecchia. Il confronto procede anche ad Afragola, mentre appare più complicata la situazione nell’area vesuviana, in particolare a San Giorgio a Cremano e Portici.

Al termine della riunione è intervenuta anche Carmela Auriemma, parlamentare e coordinatrice del M5S a Napoli e provincia, sottolineando la volontà comune di costruire il campo largo per contrastare la possibile vittoria del centrodestra.

“In questa prima riunione – ha spiegato – ci siamo dati alcune regole di ingaggio, ad esempio sulla scelta dei candidati e sulla necessità di presentare liste pulite. I territori però hanno percorsi diversi: in alcuni casi c’è già una condivisione, in altri bisogna lavorare di più. Dove non c’è convergenza non possiamo forzare i territori, che hanno una loro storia e devono poter credere nei progetti politici che si costruiscono”.

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