Di Angelo Tortora 

 

La proposta di una denuncia collettiva, aperta alle parlamentari di ogni schieramento che hanno visto le loro immagini pubblicate e distorte sul sito sessista, matura tra le democratiche. A spiegare la ratio dell’iniziativa è la deputata Lia Quartapelle secondo cui, oltre alle querele individuali, un gesto forte e unitario servirebbe a “reagire al sopruso anche per tutte quelle delle donne che sono state messe su questi siti in forma anonima e ne sono tuttora ignare. Ci sono già buoni riscontri per muoverci in modo collettivo”, fa sapere. E c’è chi già ipotizza che alla fine le protagoniste di una denuncia bipartisan potrebbero essere proprio Giorgia Meloni e Elly Schlein, entrambe coinvolte nel caso e che in più occasioni, in passato, si sono tese la mano sul contrasto alla violenza di genere. Quella che è andata in scena in questi giorni, dichiara la Schlein, “è violenza, che deriva da quella cultura dello stupro che anche online viene normalizzata e giustificata, anzi, aizzata dando appositi contenitori per sfogare le peggiori pulsioni”. Intanto il governo, per voce della ministra Eugenia Roccella, annuncia misure specifiche per contrastare questa “barbarie del terzo millennio”. Assieme alla condanna unanime della politica, fioccano proposte e iniziative parlamentari per arginare gli odiosi fenomeni sul web. Forza Italia, per voce di Pierantonio Zanettin, rilancia un ddl per “perseguire penalmente i responsabili dei diversi forum in cui vengono diffusi foto e commenti sessisti e diffamatori ai danni di donne ed anche di colleghe impegnate nell’attività politica”. Mara Carfagna, segretaria di Nm, ricorda che è già al lavoro per una proposta di legge “che sanzionerà chiunque utilizza senza consenso le immagini di personaggi pubblici ma soprattutto di comuni cittadine che non hanno strumenti per difendersi”. Per la presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, Martina Semenzato, si è in presenza di “un reato gravissimo, il cosiddetto revenge porn, perseguibile su querela di parte, che prevede una pena fino a sei anni di reclusione anche per chi condivide e diffonde le immagini. Denunciare – esorta anche lei – è un dovere comune”. Passa alle vie di fatto Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati che nel pomeriggio la denuncia l’ha presentata alla Polizia Postale di Brescia. La responsabile Pari Opportunità della Lega, Laura Ravetto, chiede nel frattempo “una risposta urgente e condivisa da parte delle istituzioni, con regolamentazioni serie, strumenti di contrasto efficaci e pene adeguate per chi alimenta queste piattaforme della vergogna”. Ma il collega di partito, Roberto Vannacci, la vede in modo differente. E in un post su fb pubblica alcune sue foto manipolate per ridicolizzarlo e attacca la sinistra: “Quando tocca a loro è una ‘cultura dello stupro’. Quando tocca a me, invece, è solo ironia, è satira, è tutto bellissimo. Denuncerò”. Pd e M5s insistono sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, tema su cui si registra ancora il muro del centrodestra: “La prevenzione della violenza passa anche e soprattutto dall’educazione. È urgente investire seriamente in azioni strutturali di educazione all’affettività, all’uguaglianza, alla cittadinanza digitale e rafforzare i il sostegno alle vittime”, dice la referente istruzione dei dem Irene Manzi. Si uniscono al coro i pentastellati, per voce di Alessandra Maiorino, chiedendo anche “divieti veri di accesso a qualunque piattaforma pornografica senza certificazione autentica di identità”. Intanto si moltiplicano le politiche che fanno sapere di essere state vittime del portale, tra foto rubate e commenti osceni: da Laura Boldrini a Beatrice Lorenzin. A loro sono arrivati attestati di solidarietà anche dai presidenti di Camera e Senato: “Sincera vicinanza, mia personale e del Senato della Repubblica”, scrive Ignazio La Russa. “Sono comportamenti che vanno condannati e contrastati con fermezza – gli fa eco Lorenzo Fontana -. Ogni forma di violenza è intollerabile”.

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