Dopo l’Epifania, i principali ospedali della Campania stanno registrando un aumento significativo di casi di influenza stagionale e polmoniti, con un impatto crescente sui reparti di pronto soccorso e ricovero. La situazione, che fotografa un inizio d’inverno difficile dal punto di vista epidemiologico, riguarda in particolare le strutture sanitarie napoletane, che stanno facendo fronte a una mole di pazienti assai superiore alla media degli ultimi giorni del 2025.
Boom di accessi e ricoveri
Al Cardarelli di Napoli si segnala un incremento del 25% dei pazienti ricoverati per forme gravi di influenza e polmoniti, rispetto alle quotidiane medie registrate nelle settimane precedenti. Qui la media di accessi è salita a circa 210 al giorno, e circa il 30% dei ricoverati presenta polmoniti virali con necessità di supporto respiratorio.
Situazione simile si registra anche all’Ospedale del Mare, dove, tra fine dicembre e inizio gennaio, sono stati osservati numerosi ricoveri con dispnea e patologie respiratorie gravi, molti dei quali richiedono assistenza respiratoria. Secondo i sanitari, la contagiosità della polmonite influenzale quest’anno è particolarmente alta, e la riapertura delle scuole potrebbe ulteriormente aggravare la diffusione del virus.
Pressione pediatrica al Santobono
Particolarmente sotto pressione è l’Ospedale pediatrico Santobono di Napoli. Durante i giorni clou dopo le festività natalizie si sono registrati fino a 350 accessi al pronto soccorso al giorno, di cui tra 7 e 8 su 10 imputabili all’influenza stagionale, anche con sintomi respiratori.
Il primario del pronto soccorso, Vincenzo Tipo, ha spiegato che molti dei piccoli pazienti presentano febbre alta persistente e che i lattanti sotto i sei mesi, non coperti dalla vaccinazione, risultano particolarmente vulnerabili, spesso a seguito delle riunioni familiari natalizie in cui il virus si è rapidamente diffuso.
Circa l’80% degli accessi al Santobono è infatti attribuibile a sintomi influenzali, con un piccolo ma significativo 8% di casi associati a polmoniti non gravi ma con degenze che richiedono terapie più intensive, talvolta anche ossigenoterapia.
Cause e prospettive
Secondo i medici, l’aumento dei contagi è legato al maggiore movimento e alle relazioni sociali in occasione delle feste, unite a una possibile copertura vaccinale non ottimale nella popolazione. Le scuole, riaperte dopo le vacanze, rappresentano un ulteriore fattore di rischio per la diffusione comunitaria del virus.
Gli esperti raccomandano a chi manifesta sintomi influenzali persistenti di consultare tempestivamente il medico di base e di recarsi in ospedale solo se i sintomi peggiorano significativamente, per limitare l’affollamento dei pronto soccorso e il rischio di esposizione ad altri patogeni.
