Svolta nelle indagini sull’omicidio di Carmine Campana, il 51enne ucciso il 15 maggio 2010 a Giugliano in Campania, nel Napoletano. I Carabinieri della compagnia di Pozzuoli hanno notificato quattro arresti in carcere nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti mandanti ed esecutori materiali del delitto. I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Agli indagati la Procura contesta i reati di omicidio premeditato, detenzione e porto illegali di arma comune da sparo, con l’aggravante del metodo mafioso.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’omicidio sarebbe stato compiuto per agevolare il clan camorristico Pagliuca di Pozzuoli, nell’ambito di una faida per il controllo del territorio. All’epoca dei fatti, infatti, era in corso uno scontro tra il gruppo criminale Beneduce, al quale sarebbe stato vicino Campana, e il clan rivale.
La vittima venne assassinata a Giugliano in Campania con una decina di colpi d’arma da fuoco, esplosi in particolare al volto. Un agguato brutale maturato, secondo l’accusa, nel contesto delle dinamiche interne alla criminalità organizzata dell’area flegrea.
A distanza di quindici anni, le indagini coordinate dalla Dda hanno portato alla ricostruzione delle responsabilità e all’emissione delle misure cautelari, segnando un nuovo capitolo giudiziario in una vicenda legata agli equilibri della camorra sul territorio.
