di Michele Vidone 

La Commissione europea ha deciso di non concedere ulteriori aumenti alle importazioni di olio d’oliva dalla Tunisia. Lo ha annunciato il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen in una lettera citata da Coldiretti e Filiera Italia.

A commentare la decisione è stato il direttore di Coldiretti Campania Salvatore Loffreda, secondo cui lo stop al raddoppio delle importazioni di olio tunisino rappresenta un risultato importante per i produttori italiani. La proposta del governo tunisino puntava infatti ad aumentare fino a 100mila tonnellate annue il contingente di esportazione agevolato verso l’Europa. Una misura che, secondo l’associazione agricola, avrebbe favorito i trafficanti di olio e penalizzato fortemente i produttori locali.

Per Coldiretti l’aumento delle concessioni tariffarie avrebbe determinato un ulteriore ingresso sul mercato europeo di prodotto a basso costo, con il rischio di far crollare i prezzi dell’olio italiano. Loffreda ha sottolineato inoltre la necessità di garantire che i prodotti importati rispettino le stesse regole e gli stessi standard sanitari e ambientali previsti per quelli europei.

Il direttore di Coldiretti Campania ha parlato di un risultato che risponde alle aspettative dei produttori regionali, impegnati a rafforzare la presenza della Campania nel comparto olivicolo nazionale e internazionale. La regione, ha ricordato, è stata la prima a dotarsi di un piano olivicolo regionale, un’iniziativa che ha coinvolto l’intera filiera con numerosi incontri organizzati insieme ad Aprol Campania.

Secondo Coldiretti, l’olio tunisino – i cui arrivi sono aumentati del 40 per cento – ha un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo. Una situazione che, secondo l’associazione, genera una concorrenza sleale e costringe spesso i produttori italiani a vendere al di sotto dei costi di produzione, anche alla luce dei dubbi legati all’utilizzo in Tunisia di pesticidi vietati in Europa.

La Campania si conferma comunque una realtà importante nel panorama olivicolo italiano, con oltre 70mila ettari coltivati. La produzione nella campagna 2024-2025 risulta in crescita e colloca la regione al sesto posto tra i produttori nazionali. Tra le varietà più diffuse figurano Pisciottana, Caiazzana, Carpellese, Rotondella e Minucciola.

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