di Michele Vidone
L’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Caserta interviene sulla vicenda della morte del piccolo Domenico, il bambino deceduto all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore, esprimendo cordoglio per la famiglia ma anche richiamando il rispetto della presunzione di innocenza per i medici coinvolti nell’inchiesta.
In una nota, l’Ordine esprime “profondo cordoglio e la più sincera vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico”, dichiarandosi al tempo stesso certo che “la giustizia farà il suo corso nel rigoroso rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza, evitando anticipazioni o ricostruzioni sommarie che rischiano di trasformarsi in processi mediatici paralleli”.
I medici casertani manifestano preoccupazione per il clima comunicativo che si è creato attorno alla vicenda, sottolineando come spesso vengano attribuite responsabilità “a priori” senza il supporto di accertamenti tecnici definitivi. Un approccio che, secondo l’Ordine, rischia non solo di ledere la dignità dei professionisti coinvolti ma anche di compromettere la fiducia dei cittadini nel Servizio sanitario nazionale, definito uno dei sistemi più autorevoli al mondo.
Nel documento si evidenzia inoltre come oggi nell’opinione pubblica si tenda a considerare il risultato medico quasi come un diritto garantito, con l’attenzione concentrata sull’esito della degenza o sull’aspetto estetico delle cure, dimenticando che i medici sono esseri umani e, come tali, non infallibili.
L’Ordine di Caserta esprime quindi vicinanza ai colleghi e agli operatori dell’ospedale Monaldi che, sottolinea, si sono trovati ad operare “entro i limiti evidenti del nostro sistema”. Nel testo si richiama anche la questione delle risorse destinate alla sanità italiana, ritenute insufficienti a garantire condizioni ottimali di lavoro, con turni emergenziali, carenze di personale e difficoltà nell’aggiornamento professionale continuo.
Secondo l’Ordine, molte strutture sanitarie pubbliche non sono ancora istituzionalmente accreditate e in diversi casi non possiedono i requisiti necessari per l’accreditabilità.
Per questo l’organismo professionale richiama l’attenzione su alcuni punti ritenuti fondamentali: il rispetto dei principi deontologici dell’informazione affinché il diritto di cronaca sia esercitato con equilibrio; la tutela della dignità degli operatori sanitari, evitando narrazioni sensazionalistiche che possano alimentare episodi di violenza; e un impegno concreto delle istituzioni per garantire maggiore sicurezza e risorse adeguate al personale sanitario.
