di Michele Vidone
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha sottolineato a Bari, a margine di un incontro pubblico a favore del Sì al referendum organizzato dalla Camera penale e dall’associazione dei giovani avvocati della provincia, che la riforma della giustizia richiederà successivamente l’adozione di norme di attuazione. Nordio ha spiegato che il ministero è disponibile ad aprire un tavolo di confronto con l’avvocatura, la magistratura e il mondo accademico, definendo il referendum come “solo un primo passo verso una serie di riforme che allineeranno la giustizia italiana a quella delle grandi democrazie occidentali”.
Il ministro ha ricordato che l’attuale sistema giuridico risente ancora del fascismo, citando come esempio il codice penale in vigore, firmato da Benito Mussolini e da Vittorio Emanuele III, e ha ribadito la necessità di un completo rinnovamento.
Riguardo alle possibili tensioni post-referendum, Nordio ha osservato che, pur temendo che la polemica possa lasciare “tracce emotive”, è convinto che la comprensione dei contenuti della riforma – che rendono la giustizia più efficiente, snella e giusta, garantendo la separazione delle carriere – contribuirà a normalizzare il clima politico anche tra chi voterà No. “Dopo questo referendum, quando vincerà il Sì, non avremo né vinti né vincitori”, ha aggiunto, sottolineando l’obiettivo di un sistema giuridico più moderno e allineato agli standard internazionali.
