di Michele Vidone
Il Comune di Pozzuoli ha adottato oggi il nuovo Piano Urbanistico Comunale “Pozzuoli 2050”. “È l’inizio di una nuova era per la città”, ha commentato il sindaco Gigi Manzoni, sottolineando come il nuovo Puc rappresenti un passaggio storico a trent’anni dal precedente strumento urbanistico.
Il piano introduce una nuova visione di sviluppo fondata sulla “convivenza consapevole” con il rischio bradisismico, puntando non a inseguire l’emergenza ma a realizzare opere reversibili e spazi flessibili, capaci di ospitare eventi e servizi turistici e, all’occorrenza, trasformarsi rapidamente in poli operativi di accoglienza. La linea di costa, i laghi, le colline e il patrimonio archeologico non saranno più considerati soltanto vincoli, ma leve di sviluppo. Viene inoltre superato il vecchio modello basato sul consumo di suolo per privilegiare la rigenerazione urbana.
Il Puc è integrato con il Piano urbano della mobilità sostenibile e con il Piano delle aree demaniali, con l’obiettivo di rendere la città più ordinata e accessibile. Parte ora una campagna di ascolto rivolta a cittadini, professionisti e associazioni, che saranno coinvolti attraverso tavole rotonde nei prossimi mesi. “Non è soltanto un atto amministrativo – ha spiegato Manzoni – ma una scelta strategica chiara per guidare Pozzuoli verso un futuro solido, ordinato e consapevole, all’altezza della sua storia e delle sue potenzialità”.
L’assessore al Governo del Territorio Vittorio Gloria ha evidenziato che con la pubblicazione sul Bur Campania si aprirà la fase delle osservazioni, con sessanta giorni dedicati al confronto pubblico, con l’obiettivo di approvare rapidamente uno strumento moderno e trasparente.
Il dirigente del Coordinamento Urbanistico Agostino Di Lorenzo ha spiegato che il nuovo piano mette al centro la convivenza tra sviluppo economico e sicurezza del territorio, con particolare attenzione al bradisismo. Il paesaggio viene concepito come elemento identitario e strutturale: costa, sistemi collinari ed emergenze archeologiche e ambientali diventano così strumenti di tutela, fruizione pubblica, sviluppo economico e coesione sociale.
