di Michele Vidone 

Nel procedimento sulla morte del piccolo Domenico Caliendo emergono nuovi elementi legati alla linea difensiva del cardiochirurgo Guido Oppido, comparso davanti al gip Mariano Sorrentino per l’interrogatorio preventivo.

 

Secondo quanto sostenuto dai suoi legali, Alfredo Sorge e Vittorio Manes, agli atti ci sarebbero fotografie che attestano l’arrivo del cuore in sala operatoria alle 14:26 del 23 dicembre, mentre un video documenterebbe che l’espianto sul bambino sarebbe avvenuto alle 14:34. Una ricostruzione che, nelle intenzioni della difesa, punta a chiarire la sequenza temporale delle operazioni e a respingere le accuse di omicidio colposo e falso in cartella clinica.

 

I legali hanno inoltre sottolineato che nessuno avrebbe informato il medico del fatto che il cuore fosse danneggiato e che non spettasse a lui verificarne le condizioni. Nei prossimi giorni il giudice dovrà decidere se accogliere la richiesta della Procura di Napoli – rappresentata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci e dal pm Giuseppe Tittaferrante – di applicare una misura interdittiva, con la sospensione dalla professione. Il bambino era deceduto il 21 febbraio all’ospedale Ospedale Monaldi dopo il trapianto non riuscito.

 

Intanto, la famiglia Caliendo-Mercolino ha fatto sapere che non parteciperà alla cerimonia commemorativa prevista il primo aprile presso il Monaldi. Pur riconoscendo il valore dell’iniziativa, i familiari preferiscono rinviare ogni confronto a dopo l’8 aprile, quando l’avvocato Francesco Petruzzi incontrerà i vertici dell’azienda ospedaliera.

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