di Michele Vidone
L’équipe di espianto avrebbe ritenuto “non rilevante ai fini della conservazione” la distinzione tra ghiaccio sterile e non sterile. È quanto si legge in una nota dell’Azienda Ospedaliera dei Colli – Ospedale Monaldi, diffusa dopo l’ispezione dei NAS di Trento presso l’ospedale di Bolzano per accertare chi abbia inserito il ghiaccio secco nel contenitore utilizzato per il trasporto del cuore poi trapiantato al piccolo Domenico.
Secondo quanto riportato nella nota, “con riferimento all’utilizzo di ghiaccio non idoneo, si ribadisce quanto emerso dalle verifiche interne prontamente attivate non appena avuta la notizia”. In uno dei passaggi citati si legge: “Viene richiesto al personale di sala di integrare il ghiaccio. Il personale locale chiede se sia necessario ghiaccio sterile o non sterile; l’équipe di espianto riferisce di aver considerato tale distinzione non rilevante ai fini della conservazione”.
La Direzione generale dell’ospedale ribadisce infine “la propria piena fiducia nella magistratura”, con la quale – viene sottolineato – ha collaborato sin dall’inizio per fare chiarezza e individuare eventuali responsabilità in relazione a quello che viene definito “un evento drammatico”.
