di Michele Vidone 

A Massa di Somma, nel Napoletano, una donna di 38 anni è stata denunciata dai carabinieri per soppressione di stato. I fatti risalgono alla fine di gennaio, quando la donna ha dato alla luce un bambino.

A distanza di alcune settimane, verso la fine di febbraio, la collaborazione tra carabinieri e personale medico ha fatto emergere un’anomalia nella documentazione: dagli archivi anagrafici la donna, residente a Marano di Napoli, risultava ancora nubile e senza figli. La normativa prevede che la dichiarazione di nascita venga resa entro dieci giorni dal parto.

Sono così scattati gli accertamenti da parte dei carabinieri della stazione di San Sebastiano al Vesuvio, che si sono recati presso l’abitazione della 38enne temendo una situazione più grave. In casa, però, madre e neonato stavano bene.

La donna avrebbe spiegato di essersi recata in Comune per adempiere agli obblighi di legge, ma di aver appreso che, non essendo sposata, per attribuire al bambino il cognome del padre era necessaria la presenza di entrambi i genitori. Il compagno, classe 1991, si trova detenuto nel carcere di Secondigliano e, in assenza di un permesso, non avrebbe potuto presentarsi per il riconoscimento.

Determinata a far sì che il figlio portasse il cognome paterno, la 38enne avrebbe deciso di attendere la scarcerazione dell’uomo, prevista per il 27 marzo, ritenendo di poter regolarizzare la situazione in quel momento. Nel frattempo, però, è scattata la denuncia per soppressione di stato.

La vicenda dovrebbe comunque concludersi positivamente: nei prossimi giorni il bambino potrà essere regolarmente riconosciuto e assumere il cognome del padre.

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