Sul tema della sicurezza urbana il problema principale non è la mancanza di norme, ma la carenza di risorse e di personale. A ribadirlo è Gaetano Manfredi, presidente dell’Anci, intervenuto a margine del dibattito sul nuovo pacchetto sicurezza annunciato dal governo.
«La nostra posizione è chiara e l’abbiamo già rappresentata in più sedi – ha spiegato Manfredi –. Sicurezza significa strumenti, metodi ma soprattutto risorse». Il dato più allarmante riguarda la polizia municipale: negli ultimi anni, secondo l’Anci, i Comuni italiani hanno perso circa 12mila agenti. «È una perdita enorme – ha sottolineato – che incide direttamente sulla capacità dei sindaci di rispondere alle richieste dei cittadini». Da qui la richiesta di un piano straordinario nazionale, con risorse stabili, che permetta di rimpiazzare il personale mancante e rafforzare l’organico della polizia locale. «Non basta intervenire in modo occasionale – ha aggiunto – serve una programmazione che garantisca continuità».
Oltre agli organici, Manfredi ha posto l’accento anche sulla necessità di fondi per la gestione quotidiana della sicurezza urbana, competenza diretta dei sindaci. «Parliamo di aspetti concreti e indispensabili – ha detto – come gli straordinari per il lavoro notturno degli agenti, oppure la gestione e il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza». Attività che i Comuni già svolgono, ma spesso con risorse insufficienti.
Il presidente dell’Anci ha infine richiamato il ruolo più ampio delle amministrazioni locali nella costruzione della sicurezza. «I sindaci e le comunità – ha concluso – lavorano anche sulle condizioni che determinano la sicurezza: rigenerazione urbana, contrasto alla povertà educativa, inclusione sociale. Sono queste le vere precondizioni della sicurezza, ed è qui che gli enti locali svolgono una funzione fondamentale».
