Le fragilità sociali a Napoli si allargano e investono ormai anche fasce di ceto medio un tempo meno esposte. A lanciare l’allarme è il sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, intervenendo a margine dell’inaugurazione del Centro di Formazione Regionale dell’Inps. “A Napoli le fragilità sono tante e ciò che diventa preoccupante è che oggi una parte del ceto medio, prima non toccata da questi problemi, lo è sempre di più”, ha osservato il primo cittadino.
Per Manfredi è necessario un cambio di passo nelle politiche pubbliche. “Bisogna cambiare i metodi – ha spiegato – e investire sulla formazione è un passaggio determinante. Oggi però il tema non è soltanto erogare un servizio, ma garantirlo davvero”. Centrale, in questa prospettiva, è anche il ruolo del digitale, indicato come uno strumento fondamentale per ridurre i divari sociali e territoriali. Un impegno che riguarda anche le aree interne, spesso caratterizzate da una popolazione anziana costretta a lunghi spostamenti per accedere ai servizi: su questo fronte Anci e Inps hanno siglato un accordo per rafforzare la presenza e l’interfaccia umana nei territori più isolati.
Nel corso della giornata Manfredi è tornato anche sul rapporto con la nuova guida della Regione Campania, sottolineando il forte consenso ottenuto a Napoli dal presidente Roberto Fico. “La città ha votato in maniera massiccia – ha detto ai microfoni di Radio Capri – facendo un investimento su una maggiore attenzione, dopo anni in cui Napoli si è sentita un po’ trascurata”. Tra le priorità indicate per il lavoro congiunto Comune-Regione figurano i trasporti, considerati decisivi per ridurre il traffico urbano, la sanità, con particolare attenzione alla medicina di prossimità, e lo sviluppo legato a innovazione, talenti e imprese tecnologiche.
Spazio anche ai temi ambientali, con l’intervento del sindaco alla presentazione della microforesta di comunità a Scampia, definita “il quartiere più verde della città”. Un progetto che unisce riqualificazione urbana e contrasto al cambiamento climatico, ma che richiede, secondo Manfredi, il coinvolgimento diretto dei cittadini nella cura degli spazi verdi.
Non sono mancate considerazioni sulle polemiche legate a Bagnoli, dopo un servizio televisivo che ha riacceso il dibattito. “Abbiamo finalmente sbloccato una situazione ferma da trent’anni – ha affermato – e oggi si procede alle bonifiche con trasparenza e controlli da parte di tutti gli organi dello Stato. Le polemiche sono di chi non vuole il cambiamento: la città non può essere vittima dell’immobilismo”.
Interrogato su una possibile ricandidatura a sindaco, Manfredi ha dichiarato di volersi “sottoporre al giudizio dei napoletani”, ribadendo la disponibilità a proseguire il lavoro avviato se sostenuto dai cittadini. Tra le priorità di fine mandato ha indicato il completamento di grandi opere infrastrutturali, gli interventi di riqualificazione urbana e, soprattutto, il risanamento del bilancio comunale, definito la condizione indispensabile per investire e garantire servizi di qualità.
Infine, sul tema dello stadio, Manfredi ha confermato l’apertura a un nuovo impianto qualora ci fosse un progetto credibile e realizzabile, assicurando al contempo l’impegno del Comune e della Regione per la riqualificazione dello stadio Diego Armando Maradona, simbolo della città.
