di Michele Vidone 

Il Comune di Napoli ha avviato, a partire dal 2024, un’azione strutturata e sistematica di monitoraggio ambientale per misurare e prevenire l’inquinamento prodotto da agenti fisici, in particolare rumore e campi elettromagnetici. L’iniziativa è stata promossa dall’amministrazione comunale con la regia del sindaco Gaetano Manfredi e l’impegno dell’assessore alla Salute e al Verde Vincenzo Santagada, che dal 2023 detiene le deleghe in materia di Ambiente.

Per dare attuazione al programma, il Comune ha sottoscritto due convenzioni con ARPAC, firmate dal direttore generale dell’Agenzia Stefano Sorvino e dalla dirigente del servizio Tutela dell’Ambiente, della Salute e del Paesaggio Giuliana Vespere. In particolare, per il monitoraggio dei campi elettromagnetici sono state effettuate misurazioni in 30 siti distribuiti sull’intero territorio comunale, individuati in aree caratterizzate da un’elevata concentrazione di impianti radioelettrici.

L’amministrazione ha ritenuto indispensabile avviare tali controlli anche alla luce dell’innalzamento dei limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, passati da 6 V/m a 15 V/m in seguito all’entrata in vigore della legge 214/2023, il 29 aprile 2024. I monitoraggi, effettuati dai tecnici ARPAC e pubblicati per trasparenza sul sito istituzionale del Comune, hanno evidenziato che nella maggior parte dei siti critici i valori rilevati rispettano i limiti di legge e risultano spesso inferiori anche alla soglia dei 6 V/m prevista dalla normativa precedente, fatta eccezione per alcuni casi isolati.

Con l’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028, il Comune di Napoli ha inoltre stanziato ulteriori risorse per garantire la prosecuzione delle attività di monitoraggio dei campi elettromagnetici.

Parallelamente, sul fronte del rumore ambientale, l’amministrazione ha attivato una specifica convenzione per il monitoraggio dell’inquinamento acustico, con l’obiettivo di limitare l’impatto delle diverse sorgenti sonore e dei fenomeni legati all’aggregazione di grandi numeri di persone nelle ore notturne. I primi siti oggetto di rilevazione, individuati in collaborazione con gli assessori Armato e De Iesu, si trovano nel centro storico, area caratterizzata da un’alta concentrazione di attività di somministrazione e asporto e da una forte attrattività per la movida cittadina.

L’azione del Comune mira a bilanciare le esigenze delle attività commerciali e della promozione turistica con il diritto alla vivibilità e al riposo dei residenti. Al termine dei monitoraggi, l’amministrazione intende adottare un piano di risanamento acustico, con particolare attenzione agli effetti della movida, come già proposto dalla giunta comunale con la delibera n. 358 del 24 luglio 2025. Il piano sarà supportato dal contributo tecnico-scientifico di dipartimenti universitari specializzati delle università campane.

Infine, grazie al recupero delle risorse IRESA (Imposta Regionale sulle Emissioni Sonore degli Aeromobili), riconosciute al Comune dalla Regione Campania per la prima volta nel 2023 dopo una lunga concertazione, è in corso la richiesta di attivazione di un protocollo d’intesa con Regione e ARPAC per il monitoraggio acustico aeroportuale. L’obiettivo è implementare i rilievi già effettuati dalla rete di monitoraggio gestita da GESAC, composta da otto centraline, di cui sette collocate sul territorio comunale di Napoli.

Sarà fondamentale proseguire il monitoraggio anche nel 2026, sia per valutare l’impatto acustico degli aeromobili sia per misurare il rumore residuo in assenza del traffico aereo, durante la prevista chiusura dell’aeroporto per i lavori di riqualificazione annunciati da GESAC.

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