di Michele Vidone 

“In Italia la salute mentale nelle carceri è un’emergenza: oltre il 15% dei detenuti, circa 9mila persone comprese le donne, soffre di disturbi mentali gravi. La carenza di personale psichiatrico, il sovraffollamento e l’uso di psicofarmaci come forma di sedazione collettiva sono le criticità principali. Il rischio di autolesionismo e suicidio è elevato”. È la denuncia del garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello.

Per evidenziare la gravità della situazione, Ciambriello richiama il caso di una 23enne della Guinea, arrivata il 25 dicembre 2025 nel Carcere di Lauro con il figlio di quasi due anni. Nei giorni successivi, riferisce, la donna avrebbe manifestato episodi di autolesionismo e tentativi di suicidio, rendendo necessario il ricovero all’Ospedale Moscati. Successivamente il bambino è stato affidato a una comunità e la detenuta trasferita nella sezione femminile del Carcere di Bellizzi Irpino, dove avrebbe tentato nuovamente il suicidio ed è attualmente ricoverata.

Il garante sottolinea che la salute mentale femminile presenta criticità specifiche. In Italia le Articolazioni per la tutela della salute mentale (Atsm) sono 34, ma solo quattro dedicate alle donne: la Casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto “Vittorio Madia”, la Casa circondariale di Bologna, la Casa di reclusione femminile di Trani e l’Istituto femminile Roma-Rebibbia; anche la Casa circondariale di Pozzuoli disponeva di una Atsm prima della chiusura.

Ciambriello denuncia che, dopo la chiusura di Pozzuoli, in Campania non esiste più una Atsm femminile, così come risultano chiuse quelle maschili di Sant’Angelo Lombardi e Benevento. “Chiedo alle autorità competenti dell’Amministrazione penitenziaria, della sanità regionale e della politica nazionale di intervenire – afferma –. Parliamo di persone che nella maggior parte dei casi non dovrebbero nemmeno stare in carcere. Non possiamo lasciare soli gli agenti e i pochi operatori sociosanitari, né abbandonare detenuti e detenute con sofferenza psichica”.

Attualmente, nel carcere per detenute madri di Lauro sono presenti sette donne e otto bambini.

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