di Michele Vidone
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, su delega del ministro dell’Interno, ha disposto l’invio di una commissione d’accesso al Comune di Sorrento per verificare l’eventuale presenza di tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nell’amministrazione della cittadina costiera.
L’attività ispettiva avrà una durata iniziale di tre mesi e potrà essere prorogata una sola volta per ulteriori tre mesi.
La decisione ha suscitato reazioni anche sul piano politico. In una nota congiunta, Sandro Ruotolo e Marco Sarracino, componenti della segreteria nazionale del Partito Democratico, parlano di “un segnale concreto dell’impegno costante dello Stato nel contrasto alla camorra”.
“La possibile infiltrazione delle organizzazioni criminali negli organi politici e amministrativi di Sorrento – sottolineano – deve essere letta insieme a quanto già sta avvenendo nei comuni limitrofi di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, dove già operano altre commissioni d’accesso per verificare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata”.
Secondo i due esponenti dem, il fenomeno criminale va interpretato in modo unitario: “Questo dimostra con chiarezza che la camorra non agisce in compartimenti territoriali separati: il nostro territorio è, per i clan, un unico sistema di azione, senza confini. In alcune aree si producono i profitti, in altre si investono, cercando di aggredire e inquinare istituzioni ed economia”.
“Per questo – concludono – è necessario alzare il livello del contrasto, recuperando una lettura unitaria del fenomeno criminale. La camorra resta il principale avversario per costruire un vero riscatto civile ed economico delle nostre comunità”.
Sul fronte della prevenzione antimafia, i dati della Prefettura di Napoli evidenziano un’intensa attività di controllo sul territorio. Nel 2025 sono state infatti 136 le interdittive antimafia emesse, mentre nei primi due mesi dell’anno in corso i provvedimenti firmati sono già nove.
Le misure hanno riguardato imprese operanti sia nel capoluogo sia in diversi comuni dell’area metropolitana, con verifiche concentrate in particolare nei settori dell’edilizia, delle onoranze funebri e della gestione del ciclo dei rifiuti.
“L’attenzione è e resterà altissima”, assicura il prefetto Michele di Bari, spiegando che l’obiettivo è prevenire e contrastare il rischio di infiltrazioni criminali in diversi comparti dell’economia. Dalle attività di monitoraggio emerge infatti una rete complessa di interessi, partecipazioni societarie e cointeressenze.
Il prefetto ha inoltre sottolineato l’importanza di sostenere le imprese che operano nel pieno rispetto della legalità e ha richiamato la necessità di un controllo costante anche dopo l’emissione delle interdittive. Per questo motivo ha sollecitato, attraverso specifiche circolari, non solo le forze dell’ordine ma anche i sindaci ad adottare tutti gli adempimenti di competenza.
Le aziende colpite dai provvedimenti, ricorda infine la Prefettura, non possono contrarre con la Pubblica amministrazione e sono soggette alla revoca di licenze, autorizzazioni e concessioni eventualmente rilasciate dagli enti locali.
