di Michele Vidone
Arriveranno domani a Napoli gli ispettori del Ministero della Salute incaricati di fare piena luce su quanto accaduto all’Ospedale Monaldi, dove lo scorso 23 dicembre a un bambino di due anni è stato trapiantato un cuore poi risultato danneggiato.
Successivamente, gli ispettori si recheranno anche all’Ospedale di Bolzano, struttura nella quale l’organo era stato espiantato prima del trasferimento a Napoli. L’obiettivo è chiarire l’intera catena degli eventi: dalle modalità di trasporto dell’organo fino alla decisione di procedere con l’intervento chirurgico.
Secondo quanto emerso, il cuore sarebbe stato danneggiato durante il trasporto, effettuato – stando alle prime ricostruzioni – con l’utilizzo di ghiaccio secco anziché di ghiaccio tradizionale.
Dall’inchiesta della Procura di Napoli emerge inoltre un ulteriore elemento: il Monaldi dispone di box di ultima generazione per il trasporto degli organi, dotati di sonde e display per il monitoraggio costante della temperatura. Tuttavia, nel caso specifico, l’équipe inviata a Bolzano avrebbe utilizzato un contenitore isotermico tradizionale in plastica, privo di sistemi di controllo della temperatura, nonostante le linee guida raccomandino l’uso dei dispositivi più moderni.
La scelta, secondo quanto si apprende, sarebbe stata dettata dal fatto che il personale non era formato per l’utilizzo del box tecnologico. Gli accertamenti ministeriali dovranno ora verificare eventuali responsabilità e accertare se vi siano state violazioni delle procedure previste per il trasporto di organi destinati al trapianto.
