Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avuto una conversazione telefonica con il presidente francese Emmanuel Macron sulla crisi in Iran e sulle sue conseguenze a livello regionale e globale. Secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, i due leader hanno discusso delle implicazioni del conflitto in Medio Oriente, con particolare attenzione all’impatto delle ostilità sulla libertà di navigazione. Meloni e Macron hanno inoltre ribadito il comune impegno a sostenere i Paesi del Golfo colpiti dagli attacchi iraniani e a garantire la sicurezza di Cipro, sottolineando al tempo stesso la necessità di evitare un’escalation militare in Libano. I due leader hanno concordato di restare in stretto contatto per seguire l’evoluzione della crisi.
Sulla vicenda è intervenuta duramente la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che alla Camera ha chiesto al governo di escludere fin da subito l’utilizzo delle basi militari italiane per sostenere il conflitto. Secondo Schlein, autorizzare le basi significherebbe appoggiare una guerra che viola il diritto internazionale e sarebbe in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione.
La leader dem ha inoltre criticato il ministro della Difesa Guido Crosetto, sostenendo che abbia riconosciuto solo dopo diversi giorni che gli attacchi contro l’Iran sarebbero avvenuti fuori dal diritto internazionale. “Vorrei sapere se questa è la posizione del governo o solo la sua”, ha dichiarato, chiedendo quale sia la linea della premier Meloni.
Schlein ha poi accusato l’esecutivo di non aver espresso una posizione chiara sulla crisi, mentre altri leader europei avrebbero già preso posizione contro il conflitto. In particolare ha citato il premier spagnolo Pedro Sánchez, che ha dichiarato “no alla guerra”, una linea che il Partito Democratico sostiene apertamente.
Nel suo intervento la segretaria dem ha ribadito la contrarietà alle operazioni militari unilaterali, sostenendo che indebolire il diritto internazionale significhi lasciare spazio alla legge del più forte. Ha inoltre affermato che l’eventuale transizione politica in Iran deve essere decisa dal popolo iraniano e non imposta dall’esterno.
Infine Schlein ha invitato il governo a scegliere con decisione la linea europea invece di seguire le strategie del presidente americano Donald Trump e del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Il Partito Democratico, ha concluso, voterà contro la risoluzione della maggioranza perché non intende concedere “una delega in bianco mentre il mondo scivola verso la guerra”.
