Un inverno segnato da virus particolarmente aggressivi e da una pressione crescente sugli ospedali napoletani. È il quadro che emerge dai dati osservati all’Ospedale del Mare, uno dei principali presìdi sanitari della città insieme al Cardarelli, come spiega il direttore sanitario Giuseppe Vitiello.
Rispetto a dicembre 2024, l’accesso per patologie respiratorie con febbre e dispnea è rimasto sostanzialmente stabile. A crescere in modo significativo, invece, è il numero di casi di influenza di tipo A e soprattutto di polmoniti gravi, che spesso rendono necessario il ricovero ospedaliero. “Solo dal 29 dicembre all’1 gennaio – riferisce Vitiello – abbiamo registrato 25 casi diagnosticati e ricoverati con supporto respiratorio, oltre a molti altri pazienti con forte influenza e dispnea. La polmonite, in particolare, è molto contagiosa quest’anno”.
Un primo bilancio che non lascia tranquilli in vista delle prossime settimane. Secondo il direttore sanitario, la chiusura delle scuole nelle festività ha finora limitato la diffusione dei contagi, ma la ripresa delle lezioni dopo la Befana potrebbe cambiare lo scenario. “Con la riapertura delle classi – avverte – aumenteranno i contatti stretti per molte ore al giorno tra studenti e docenti, e questo potrebbe favorire una nuova crescita dei casi”.
Proprio per questo l’Ospedale del Mare si sta preparando a un possibile incremento della domanda di cure, cercando di rinforzare le strutture e ottimizzare i percorsi assistenziali. Il quadro generale mostra già un aumento rilevante degli accessi: dall’inizio di dicembre, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, si registrano circa 300 accessi in più ogni 30 giorni per tutte le patologie, non solo quelle legate all’influenza.
In questo contesto, Vitiello richiama con forza l’importanza di un uso appropriato del sistema sanitario. “È fondamentale che i pazienti si rivolgano prima ai medici di base – sottolinea – per una visita e una diagnosi iniziale. Molti cittadini, soprattutto quelli vaccinati contro l’influenza, possono ammalarsi ma non necessitano di ricovero e possono curarsi a casa”.
Il direttore sanitario mette anche in guardia dai rischi legati all’accesso non necessario in ospedale. “L’ospedale – spiega – è un ambiente complesso, con rischi fisici e chimici, e per persone già debilitate può aumentare il pericolo di contrarre altre infezioni, soprattutto in presenza di patologie sovrapposte. Adottiamo tutte le misure di sicurezza, ma il rischio zero non esiste”.
L’appello finale è alla responsabilità collettiva. “Oggi si tende ad andare in ospedale per qualunque sintomo – conclude Vitiello – ma non va bene senza una prima diagnosi. Se c’è reale necessità sarà il medico di base a indirizzare il paziente. Noi continueremo a curare tutti, come ospedale di secondo livello, garantendo specialità e assistenza ogni giorno dell’anno, pur sapendo che anche il personale sanitario può ammalarsi, rendendo il lavoro ancora più difficile”.
