di Michele Vidone
Potrebbe essere presto sciolto il Comune di Castel Morrone, nel Casertano, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tar Campania. Il Tribunale amministrativo aveva sollevato dubbi sulla legge che fissa per i Comuni in dissesto il termine perentorio di 90 giorni dalla nomina dell’organo straordinario di liquidazione per l’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato. Il ricorso al Tar era stato presentato nel gennaio 2025 da alcuni consiglieri comunali di opposizione, assistiti dall’avvocato Luigi Adinolfi, contestando che il bilancio fosse stato approvato oltre il termine dei tre mesi, senza che ciò determinasse automaticamente lo scioglimento del Consiglio comunale. La giunta, guidata dal sindaco Cristoforo Villano, aveva inviato al Ministero dell’Interno la delibera di approvazione del bilancio il 4 gennaio 2025, e il Consiglio comunale l’aveva approvata il 18 gennaio, quindi oltre il termine previsto.
La Corte Costituzionale, presieduta dal giudice Giovanni Amoroso, ha ritenuto che la previsione legislativa non fosse irragionevole, considerando che lo scioglimento del Consiglio in caso di mancata approvazione del bilancio in riequilibrio costituisce la conseguenza di una persistente violazione di norme costituzionali e statali sull’ordinamento finanziario degli enti locali. La parola torna ora al Tar Campania, che nell’udienza prevista per marzo dovrà prendere atto della pronuncia della Consulta e decidere sul ricorso dei consiglieri di opposizione. Successivamente sarà la Prefettura di Caserta, guidata da Lucia Volpe, a procedere concretamente allo scioglimento dell’amministrazione, che potrà avvenire di propria iniziativa o dopo la notifica della sentenza del Tar.
