di Michele Vidone
Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte invita le forze progressiste a costruire un percorso politico partendo dai contenuti più che dai nomi, mettendo in guardia dal rischio di “personalismi”. Intervenendo in tv, Conte ha sottolineato come il risultato del referendum evidenzi una forte voglia di partecipazione da parte dei cittadini, che – a suo avviso – va intercettata attraverso iniziative come i “100 spazi aperti per la democrazia”, pensati per raccogliere proposte da portare al tavolo del campo progressista.
Sulle possibili alleanze, il leader pentastellato ha evitato di entrare nel merito dei singoli nomi, compresa l’ipotesi di un coinvolgimento di Matteo Renzi, ribadendo che la priorità resta la definizione di un programma condiviso. Ha inoltre escluso scenari come quello di un candidato “esterno”, sottolineando come al momento non vi siano prospettive in tal senso.
Conte ha poi affrontato anche il tema delle responsabilità politiche nei casi giudiziari che coinvolgono esponenti di governo, richiamando una linea di coerenza già adottata in passato. Ha citato il caso di Armando Siri, per il quale chiese le dimissioni, sostenendo che avrebbe fatto lo stesso per Daniela Santanchè e Andrea Delmastro. Diverso invece il giudizio sul ministro della Giustizia Carlo Nordio: secondo Conte, essendo la riforma frutto di una scelta collegiale dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, eventuali dimissioni non potrebbero riguardare solo il singolo ministro ma l’intero governo.
Infine, sull’ipotesi di una sua candidatura alle primarie del campo progressista, Conte si è detto disponibile ma ha chiarito che ogni decisione dovrà essere condivisa con gli organi del Movimento e con la base. Ha ribadito inoltre che il M5s parteciperebbe solo a primarie realmente aperte, capaci di coinvolgere i cittadini e non limitate agli apparati di partito.
