di Michele Vidone
Il procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha lanciato un forte allarme sul crescente coinvolgimento dei giovani nella criminalità durante un incontro con gli studenti dell’Università di Teramo. Secondo il magistrato, la situazione è preoccupante perché l’età di chi commette reati si è abbassata drasticamente: comportamenti un tempo tipici degli adulti oggi sono sempre più diffusi tra minorenni, spesso armati e coinvolti in episodi di violenza.
Gratteri ha sottolineato la responsabilità degli adulti e delle istituzioni educative, invitando a interrogarsi sui modelli formativi che non stanno funzionando. Ha evidenziato l’importanza dell’ascolto dei giovani, ritenuto fondamentale per comprendere i loro bisogni e correggere le distorsioni sociali che possono portarli verso percorsi devianti.
Rivolgendosi direttamente agli studenti, il procuratore ha indicato anche comportamenti concreti per contrastare la criminalità organizzata, come evitare il consumo di droga e non sostenere economicamente attività legate ad ambienti illegali. Ha ricordato che la lotta alle mafie non passa solo dalle indagini e dai tribunali, ma anche dalle scelte quotidiane dei cittadini.
Nonostante le criticità, Gratteri ha espresso fiducia nelle nuove generazioni, sottolineando il loro impegno civile, ad esempio nella partecipazione ai referendum. Secondo il magistrato, i giovani, se adeguatamente stimolati su temi come la giustizia e la Costituzione, dimostrano grande sensibilità e capacità di partecipazione alla vita pubblica.
