di Michele Vidone 

“Un’azione strutturata di monitoraggio scientifico per prevenire possibili danni agli ecosistemi marini e alle attività di pesca e acquacoltura”. È questa la strategia messa in campo dalla Regione Campania per contrastare la diffusione del granchio blu lungo le proprie coste.

“Stiamo attivando – dichiara l’assessora regionale alla Protezione civile, Biodiversità, Pesca e Acquacoltura, Politiche di riforestazione, Tutela degli animali, Sport e Politiche giovanili, Fiorella Zabatta – un intervento preventivo basato su dati scientifici, programmazione e responsabilità istituzionale. Non intendiamo attendere che il fenomeno si trasformi in emergenza, come già avvenuto in altre Regioni”.

Negli anni scorsi, durante i tavoli di confronto con gli operatori del settore, erano emerse diverse segnalazioni sulla presenza del granchio blu lungo il litorale campano. Tuttavia, fino ad oggi, è mancato un quadro tecnico completo, fondato su dati puntuali e sistematici, in grado di descrivere in modo accurato la diffusione della specie e il suo impatto sugli ecosistemi acquatici. In questo scenario, l’iniziativa avviata dalla Regione Campania rappresenta il primo riscontro strutturato alla nota trasmessa nel febbraio 2025 dal Commissario straordinario nazionale per il contrasto alla diffusione del granchio blu, Enrico Caterina.

“Le esperienze di altre Regioni – sottolinea Zabatta – dove il granchio blu sta mettendo a rischio gli allevamenti di vongole, cozze e ostriche e ha prodotto effetti rilevanti sugli stock ittici, sull’acquacoltura e sull’equilibrio degli ecosistemi marini, costituiscono un campanello d’allarme che non possiamo ignorare”.

Per questo motivo la Regione Campania ha avviato un monitoraggio della popolazione di Callinectes sapidus lungo il litorale regionale, finalizzato alla valutazione dell’impatto della specie invasiva sugli stock di molluschi eduli lamellibranchi, sullo stato sanitario delle specie presenti e sulla biodiversità marina. L’iniziativa rientra nel programma PN FEAMPA 2021-2027 ed è attuata attraverso una proposta progettuale dedicata alla “Protezione delle risorse biologiche marine della Regione Campania e alla conservazione della diversità ecologica degli ambienti acquatici in relazione alla presenza del granchio blu”. Il progetto è affidato al Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno.

“Con questo progetto – conclude l’assessora – mettiamo insieme ricerca scientifica, tutela ambientale e sostegno alle attività produttive. La prevenzione è l’unica strada per garantire la salvaguardia dell’ecosistema marino e la sicurezza economica delle comunità costiere”.

La Regione Campania conferma infine la piena disponibilità a collaborare con le strutture nazionali competenti, contribuendo all’aggiornamento della mappatura nazionale della specie e alla definizione di strategie condivise di prevenzione e contenimento.

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