di Michele Vidone
Nel cuore di Napoli torna con forza il tema dell’emergenza abitativa e degli effetti collaterali del turismo di massa, attraverso un’opera d’arte urbana che è anche una denuncia sociale. Sul terrazzo panoramico dello Scugnizzo Liberato, nel quartiere Montesanto, lo street artist Stefano Cammarota ha realizzato un murale dal titolo lungo ed evocativo: un attacco diretto contro “le mani degli speculatori sulle case dei napoletani”.
L’opera colpisce per la sua forza simbolica: raffigura due giovani seduti su un aereo in fase di atterraggio su Napoli, mentre ai lati emergono numerose mani pronte ad aprire una porta. Quelle mani rappresentano gli interessi degli speculatori immobiliari, contrapposti ad altre mani che cercano invece di tenere chiusa quella porta, in una lotta visiva tra chi difende il diritto alla casa e chi punta al profitto.
Il murale si inserisce nel solco delle attività della rete “Diritto all’abitare”, che da tempo denuncia gli effetti della cosiddetta overtourism sulla città: aumento degli affitti brevi, espulsione dei residenti dai quartieri storici e crescente difficoltà, soprattutto per i più giovani e le famiglie, di trovare una casa a prezzi accessibili. Secondo i promotori, negli ultimi anni si è registrato un aumento impressionante degli sfratti esecutivi, arrivato fino al +600%, un dato che viene indicato come un vero e proprio campanello d’allarme.
Non è un caso che l’opera sia ospitata proprio nello Scugnizzo Liberato, uno spazio autogestito che svolge attività sociali, educative e culturali per i ragazzi del quartiere. Qui il murale assume un significato ancora più forte: non solo arte, ma strumento di consapevolezza e partecipazione.
Il lavoro di Cammarota si inserisce in un dibattito sempre più acceso sulla trasformazione di Napoli, città sempre più attrattiva per il turismo internazionale ma alle prese con il rischio di perdere il proprio equilibrio sociale. L’opera diventa così un invito a riflettere: sviluppo e accoglienza possono convivere con il diritto dei cittadini a restare nelle proprie case?
