di Michele Vidone 

La Campania, pur risultando una Regione “adempiente secondo il nuovo sistema di garanzia” dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), si colloca in una posizione medio-bassa nella graduatoria nazionale. È quanto emerge dai dati relativi al 2023, gli ultimi disponibili, illustrati oggi dal presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, nel corso di un’audizione davanti alla commissione Affari costituzionali del Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge delega sui Lep (Livelli essenziali delle prestazioni).

Secondo Cartabellotta, la Campania è 13esima su 21 tra Regioni e Province autonome, con un punteggio complessivo di 206, a fronte di una media nazionale di 226. Il dato è distante da quello delle Regioni in testa alla classifica – Veneto (288), Toscana (286) ed Emilia-Romagna (278) – ma superiore a quello di Provincia autonoma di Bolzano (202), Molise (193) e Sardegna (192). In Italia, complessivamente, sono otto le Regioni considerate non adempienti.

Nel dettaglio, la Campania ha ottenuto 62 punti nell’area della prevenzione (16esima posizione, con 36 punti in meno rispetto alle prime, Trento e Veneto), 72 punti nell’area distrettuale (13esima, 24 punti in meno rispetto al Veneto) e 72 punti nell’area ospedaliera (15esima, 25 punti in meno rispetto alla Provincia autonoma di Trento).

Nel suo intervento, Cartabellotta ha ribadito che “i Livelli essenziali delle prestazioni non coincidono con i Livelli essenziali di assistenza, né sul piano normativo né su quello sostanziale”. A suo avviso, la scelta del Governo di equipararli, “forzando l’interpretazione di una sentenza della Corte Costituzionale”, avrebbe l’obiettivo di accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, con il rischio di accentuare le diseguaglianze territoriali. “I Lep sanitari – ha concluso – devono essere definiti come tutte le altre materie, per evitare di cristallizzare differenze regionali già oggi inaccettabili, indebolire ulteriormente il Mezzogiorno e aggravare il Nord con un eccesso di mobilità sanitaria”.

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