di Michele Vidone 

Si è svolta questa mattina, nella Sala del Consiglio Metropolitano del complesso monumentale di Santa Maria la Nova a Napoli, la cerimonia di sottoscrizione dell’intesa istituzionale tra la Conferenza permanente di pianificazione e la Città Metropolitana di Napoli sul progetto del Piano Territoriale Metropolitano (PTM), che comprende anche la proposta di suddivisione del territorio in 10 zone omogenee.

Alla firma hanno partecipato il sindaco metropolitano Gaetano Manfredi, il consigliere metropolitano delegato all’Urbanistica Giuseppe Bencivenga e l’assessore regionale al Governo del Territorio Vincenzo Cuomo, oltre ad altri consiglieri della Città Metropolitana. Il piano è il risultato di un lungo percorso avviato nel 2022 con il preliminare del documento e proseguito nel 2023 con la fase di co-pianificazione con la Regione Campania. Parallelamente è stato avviato anche un processo partecipativo che ha coinvolto Comuni, enti e associazioni di categoria.

Secondo il sindaco Manfredi, dotarsi del Piano Territoriale Metropolitano rappresenta non solo un obbligo previsto dalla legge, ma anche un’opportunità per governare lo sviluppo dell’area metropolitana con criteri di equità e sostenibilità. Senza uno strumento di pianificazione, ha spiegato, si rischia di affrontare i problemi solo in termini emergenziali, mentre con il piano sarà possibile definire una governance con una visione strategica per il futuro economico e sociale del territorio. Il modello scelto è quello policentrico, che accanto alla città di Napoli prevede una rete di altre centralità diffuse organizzate nelle cosiddette zone omogenee.

Il PTM si ispira agli obiettivi dell’Agenda 2030 e al Piano nazionale per lo sviluppo sostenibile e introduce dodici obiettivi generali declinati in dieci strategie territoriali. Tra queste figurano la rigenerazione urbana, il potenziamento delle reti ecologiche, il contrasto al consumo di suolo, la promozione della mobilità sostenibile e la valorizzazione del patrimonio culturale dell’area metropolitana.

Bencivenga ha ricordato che la firma dell’intesa arriva al termine di un lungo processo di confronto con i territori, anche attraverso incontri pubblici denominati “Metromeeting”, organizzati a Frattaminore, Bacoli e nell’area sorrentina. Con l’accordo si apre ora una nuova fase di confronto che proseguirà nel Forum metropolitano e nella Conferenza metropolitana, oltre alla fase di osservazioni da parte dei Comuni. Le zone omogenee, ha precisato, non sostituiscono le amministrazioni locali ma le mettono in rete, rafforzandone il ruolo e creando una cornice condivisa che evita frammentazioni.

Il piano prevede quindi la suddivisione dell’area metropolitana in dieci zone omogenee: Campi Flegrei-Ischia e Procida, Giuglianese, Napoli Nord, Napoli, Napoli Nord-Est, Nolano, Vesuviano interno, Vesuviano costiero, Sarnese, Penisola sorrentina e Capri. Questa articolazione tiene conto delle caratteristiche geomorfologiche, ambientali, economiche e sociali dei diversi territori e consente di programmare infrastrutture, servizi e strategie ambientali in una logica di sistema.

Il PTM dedica inoltre una particolare attenzione alla sicurezza del territorio, con una ricognizione dei principali rischi naturali e antropici, tra cui quello idrogeologico, sismico, vulcanico, il rischio maremoto e gli incendi. Un focus specifico riguarda l’isola di Ischia, con il recepimento degli strumenti adottati dopo gli eventi sismici e franosi, e l’area dei Campi Flegrei, dove il fenomeno del bradisismo richiede un costante coordinamento istituzionale.

L’assessore regionale Vincenzo Cuomo ha sottolineato che la Regione Campania accompagnerà la Città Metropolitana lungo tutto il percorso di co-pianificazione. Il piano, aggiornato alle più recenti normative regionali, valorizza il principio del policentrismo e tiene conto della distribuzione demografica del territorio: circa un milione di abitanti vive nella città di Napoli, mentre gli altri due milioni risiedono nei 91 comuni dell’area metropolitana, molti dei quali di medie e grandi dimensioni.

Secondo Cuomo, uno strumento di pianificazione di area vasta come il PTM consentirà di compiere scelte strategiche e dare risposte concrete ai cittadini anche su temi come l’housing sociale, la rigenerazione urbana e la riprogrammazione dei fondi europei FESR. Il piano ha inoltre recepito il nuovo regolamento urbanistico regionale del 2025 e potrà rappresentare un supporto per i singoli comuni nella redazione dei rispettivi Piani urbanistici comunali, permettendo di verificarne la coerenza con la pianificazione metropolitana.

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