Di Angelo Maurizio Tortora
Il Piemonte ora ha le linee di indirizzo sul suicidio medicalmente assistito e sarà la Regione a pagare i farmaci e qualsiasi dispositivo necessario alla loro somministrazione. Una circolare in proposito è stata inviata ieri alle Asl. Lo scrivono i quotidiani la Repubblica e La Stampa. La circolare inviata a tutte le Asl arriva dopo il caso di un paziente dell’Asl To4 (Chivassese e Canavese) che, pur avendo ottenuto la validazione dei requisiti richiesti per legge, si era sentito rispondere che l’azienda non poteva “fornire, prescrivere e consegnare farmaci o sostanze potenzialmente utilizzabili nella procedura di suicidio medicalmente assistito”. Nella circolare della Regione viene citata la recente sentenza della Corte Costituzionale. Nella circolare dell’assessorato alla Sanità vengono riportate parole della Corte costituzionale sul fine vita: “Il diritto della persona di ottenere dalle aziende del Servizio sanitario regionale il farmaco, i dispositivi eventualmente occorrenti all’autosomministrazione, nonché l’assistenza sanitaria anche durante l’esecuzione della procedura”, ribadendo che “tali principi dovranno essere aggiornati alla luce di eventuali future pronunce della Corte costituzionale o interventi del legislatore nazionale”. È stato trasmesso anche una sorta di vademecum di quattro pagine su come procedere. Entro 48 ore dall’arrivo della richiesta da parte del paziente deve essere convocata la commissione di valutazione e deve essere coinvolto il comitato etico territoriale. Esaminati i requisiti sostanziali previsti dalla normativa, la commissione invierà una relazione al comitato etico.
