di Michele Vidone 

Il prefetto di Napoli Michele di Bari ha inviato una circolare ai sindaci dell’area metropolitana di Napoli per rafforzare le misure di prevenzione contro il focolaio di epatite A. La decisione segue una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata d’intesa con il presidente della Regione Roberto Fico e alla presenza di autorità sanitarie, forze di polizia e rappresentanti istituzionali. Dall’incontro è emersa la necessità di intensificare i controlli sulla filiera alimentare, rafforzare la sorveglianza epidemiologica e migliorare l’informazione ai cittadini.

La Regione ha disposto il potenziamento della vaccinazione anti-HAV, il coordinamento tra le strutture ospedaliere per garantire la disponibilità di posti letto e l’istituzione di task force per i controlli nei locali pubblici, nei mercati e negli allevamenti, con particolare attenzione al contrasto dell’abusivismo. Ai sindaci è stata inoltre raccomandata l’adozione di ordinanze per vietare la somministrazione e il consumo di frutti di mare crudi nei locali pubblici, invitando la popolazione a evitarli anche in ambito domestico. Parallelamente è partita una campagna informativa e vaccinale, con il coinvolgimento di medici di base, pediatri e farmacie.

L’infettivologo Matteo Bassetti ha ribadito che la prevenzione è fondamentale, sottolineando come il rischio sia legato soprattutto al consumo di molluschi crudi potenzialmente contaminati e indicando nella vaccinazione uno strumento efficace, soprattutto per chi è maggiormente esposto.

Intanto proseguono i controlli dei Nas dei carabinieri sulla sicurezza alimentare: nelle province di Salerno, Avellino e Benevento, su 22 mense ospedaliere ispezionate, 18 sono risultate non conformi, con sanzioni per circa 26mila euro. Le irregolarità riscontrate riguardano soprattutto carenze igienico-sanitarie, problemi strutturali e violazioni delle procedure di controllo, anche se molte situazioni meno gravi sono state sanate immediatamente. I controlli continueranno per garantire standard elevati di sicurezza nei servizi destinati ai pazienti.

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