Se c’è un direttore sportivo dall’indole decisamente visionaria, in grado cioè di concludere operazioni in entrata apparentemente senza senso, quello è Matteo Lovisa. Proverbiale la sua propensione verso l’ignoto, che comunque ha già fatto scuola, con diversi protagonisti della “favola” Juve Stabia pescati attraverso acquisti low cost. L’onda lunga del mercato condotto dal diesse nell’ultimo biennio, infatti, ha prodotto una inimmaginabile promozione in Serie B, seguita da un’altra stagione straordinaria, vissuta da vera rivelazione, culminata con la conquista dei meritatissimi play-off.
Per cui non deve sorprendere se le Vespe hanno deciso di puntare su Matheus Luz Dos Santos, appena prelevato dal Saluzzo, in Serie D, abbattendo le barriere del pregiudizio. Proprio la traiettoria del classe 2002 è il sintomo di una benefica apertura mentale: in pochi, effettivamente, l’avrebbero fatta una scommessa del genere, emblematica per la scossa emotiva veicolata a tutto il calcio d’élite, sempre restio a compiere azzardi. E se l’istantanea degli 8 gol realizzati in questo scorcio di campionato tra i dilettanti sembra davvero toccante, non deve affatto disorientare i tifosi gialloblù, perché, dal punto di vista tecnico-tattico, appare un acquisto tutt’altro che campato in aria.

Insomma, la Juve Stabia crede che Dos Santos abbia le spalle abbastanza larghe per sostenere il doppio salto di categoria, senza praticamente scalare la piramide calcistica in maniera graduale, bensì sbarcando tra i professionisti direttamente dall’ex Interregionale. Ovviamente, non è scontato possa ambire subito ad una maglia da titolare. Presumibile che almeno inizialmente Abate ne centellini il minutaggio, inserendolo gradualmente in squadra.
Ma cosa potrebbe garantire ai gialloblù un esterno offensivo che finora ha dimostrato di essere devastante all’esordio in Quarta Serie, dopo aver cannibalizzato solo l’Eccellenza piemontese, dove a tratti era letteralmente ingiocabile? Verosimilmente, potrebbe avere un impatto importante anche in B, poiché è dotato di notevole fisicità (alto 1,84), piede mancino assai educato, oltre a palesare personalità nei duelli individuali, le volta che punta l’uomo partendo dal binario destro e poi si accentra nei mezzi spazi. A queste caratteristiche tecniche aggiunge una brillante capacità di leggere il gioco, che gli consente pregevoli spunti offensivi quando conduce palla e aggredisce l’area di rigore. Schierato a piede invertito, assicura quindi dribbling nello stretto e tanti strappi, stringendo la posizione per mettere nel mirino il portiere avversario, o imbucare per un compagno meglio piazzato.
In definitiva, Dos Santos sembra poter essere sicuramente un prospetto di alto livello, tipico colpaccio di quelli a cui ci ha abituato Lovisa. E diventare un giocatore utile nelle rotazioni, riuscendo così a imporsi in maniera convincente pure in cadetteria.
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