di Michele Vidone
“Non ho voluto fare polemiche perché era il tempo della sofferenza, ma è chiaro che non si può dare la responsabilità al presidente Roberto Fico, che è appena arrivato. Lì si scopriranno molte cose, perché era un centro che aveva diverse criticità e il vecchio presidente ha fatto il bello e il cattivo tempo affinché quella struttura fosse così”. Lo ha dichiarato il viceministro degli Affari Esteri Edmondo Cirielli dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto a Ospedale Monaldi dopo un trapianto di cuore.
Cirielli, intervenendo a margine di un’iniziativa a Salerno, ha sottolineato che “bisognerà accertare bene quanto accaduto. So che il presidente Fico vuole andare fino in fondo e ha disposto un’ispezione. Un’ispezione è stata ordinata anche dal Ministero della Salute. Immagino che anche la Procura di Napoli stia facendo le sue valutazioni”.
“Quello che è grave – ha aggiunto – è che un bimbo, che aveva certamente un problema cardiaco ma che stava bene, è arrivato e, per colpa dello Stato, anche se nel caso specifico per colpa dell’organizzazione regionale messa in piedi da Vincenzo De Luca e non da Fico, ha perso la vita. Sono convinto che Fico farà giustizia e pulizia degli errori del passato”.
Intanto emergono nuovi elementi sull’organizzazione interna dell’ospedale. Una lettera datata 27 gennaio, firmata dal personale infermieristico, OSS e tecnico della sala operatoria e indirizzata ai vertici dell’Azienda ospedaliera dei Colli – a partire dalla direttrice generale Anna Iervolino – denunciava “una situazione di estrema gravità che da tempo compromette il benessere degli operatori e la sicurezza dell’assistenza ai pazienti”.
La lettera è stata resa nota dal legale della famiglia del bambino, Francesco Petruzzi, all’esterno del Duomo di Nola, dove si sono svolti i funerali del piccolo. Nel documento il personale sanitario segnala una “sfiducia reciproca” e denuncia comportamenti attribuiti al dottor Guido Oppido, tra cui urla, aggressività verbale, umiliazioni pubbliche, linguaggio offensivo e atteggiamenti intimidatori.
Secondo la missiva, tali comportamenti avrebbero creato in sala operatoria un clima di lavoro caratterizzato da paura e tensione costante, con effetti rilevanti sul personale sanitario: ansia persistente, difficoltà di concentrazione e uno stato diffuso di burnout, tanto che l’intera équipe avrebbe preso in considerazione la possibilità di chiedere il trasferimento.
Nel giorno delle esequie del bambino è arrivato anche il messaggio di cordoglio del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha ricordato Domenico durante l’inaugurazione del nuovo casello autostradale sull’A30 Caserta-Salerno a Maddaloni. “Celebriamo qualcosa che nasce, ma il ciclo della vita è questo. Un abbraccio al piccolo Domenico e ai suoi genitori che sono a pochi chilometri da qui”, ha detto.
Il ministro ha poi commentato anche il contesto internazionale, sottolineando i possibili effetti economici del conflitto con l’Iran: “Se il costo di carburante, luce e gas era X e ora rischia di diventare X più Y, è un problema per cittadini e imprese. I prezzi sugli scaffali saliranno”. Salvini ha quindi auspicato una rapida fine delle ostilità: “Spero che il buon Dio ci permetta anche un 2026 di pace, perché altrimenti rischiamo di vedere vanificato il lavoro di ogni giorno”.
Lo svincolo inaugurato a Maddaloni sarà aperto al traffico dalle 22 di oggi e, secondo Arrigo Giana, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, consentirà il passaggio medio di circa 30mila veicoli al giorno, migliorando i collegamenti con l’Interporto Sud-Europa e alleggerendo il traffico sulla statale 265.
Salvini ha infine rilanciato il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina: “Ho ancora 15 mesi di mandato al governo e conto di riuscire ad aprire i cantieri. Offrire a calabresi e siciliani la possibilità di viaggiare senza lunghe attese è un obiettivo su cui continuerò a lavorare”.
