di Michele Vidone
“Il bando di concorso indetto dall’Asl Napoli 3 Sud per l’assunzione di 30 fisioterapisti è a nostro avviso illegittimo, perché non prevede la riserva dei posti stabilita dalla normativa vigente per i lavoratori precari che hanno prestato servizio durante l’emergenza Covid e nei periodi successivi. Chiediamo quindi che venga immediatamente revocato”. È quanto afferma Luigi D’Emilio, segretario generale della Cisl Funzione Pubblica dell’area metropolitana di Napoli.
In una nota inviata alla direzione generale per la Tutela della Salute, ai vertici dell’Asl Napoli 3 Sud e al presidente della Regione Campania Roberto Fico, D’Emilio diffida l’azienda sanitaria a procedere, avvertendo che in caso di mancata revoca “si darà avvio all’iter giudiziale”. Il sindacalista ricorda inoltre che il decreto Milleproroghe, approvato recentemente, ha prorogato al 31 dicembre 2026 i termini per la stabilizzazione del personale precario, sottolineando l’assenza di un necessario coordinamento regionale sulle decisioni in materia di concorsi.
D’Emilio chiama direttamente in causa il presidente della Regione. “Fico sostiene che il dialogo e l’ascolto siano il metodo scelto per guidare l’amministrazione – afferma – ma noi siamo in attesa di convocazione da settimane”. Il segretario della Cisl Fp esprime il timore che, una volta varcata la soglia di Palazzo Santa Lucia, le intenzioni dichiarate possano cambiare, evocando dinamiche già viste nel decennio precedente. “Relazioni sindacali e correttezza istituzionale verso i corpi intermedi esistono davvero – si chiede – o si rischia di ripetere un modello che ha già prodotto molti guasti?”.
Al centro della rivendicazione sindacale c’è la stabilizzazione delle centinaia di lavoratori precari che hanno operato negli ospedali e nelle Asl dell’area metropolitana di Napoli durante e dopo la pandemia. “Dalla Regione – conclude D’Emilio – ci aspettiamo un indirizzo chiaro sui concorsi, finalizzato a tutelare le competenze maturate sul campo da questi lavoratori. È un patrimonio umano e professionale che non può essere disperso. Invece, continua il silenzio, lo stesso che ha già fatto rumore in occasione della vicenda delle indennità di pronto soccorso, legate a un accordo che la Cisl Fp non ha firmato per le disparità contenute. Sono segnali iniziali ma inquietanti. Ora servono fatti, non più parole”.
