di Michele Vidone
Piantedosi ha segnalato una crescita delle proteste politiche o “pseudo politiche”, alimentate dai conflitti internazionali, in particolare quello a Gaza. Ha denunciato la presenza di gruppi “specializzati” nel confronto violento, attivi su temi come grandi opere o questioni internazionali, che puntano a esercitare dissenso attraverso la violenza.
Il ministro ha definito l’immigrazione un tema complesso, affermando che la denatalità non si può risolvere con ingressi incontrollati. Ha rivendicato la linea del governo: contrasto ai flussi irregolari, programmazione degli ingressi regolari e attenzione alla capacità dei territori di accogliere. Ha citato le programmazioni triennali che prevedono quasi un milione di ingressi regolari in sei anni.
Piantedosi ha rilevato un calo dei reati rispetto al passato, ma ha sottolineato che la percezione e la domanda di sicurezza restano alte. Ha rivendicato i piani di assunzioni nelle forze di polizia, con un forte ricambio generazionale, e nuovi interventi su welfare e tutela degli operatori.
Ha ricordato l’impegno delle forze dell’ordine nella gestione degli eventi calcistici, dove gli scontri sono diminuiti negli stadi ma si sono spostati più spesso nei territori e nei nodi di trasporto.
