Il Giovedì Santo, che per tradizione è il giorno di maggior consumo di piatti a base di mare, quest’anno racconta tutt’altra storia: pescherie meno affollate e vendite in netto calo, soprattutto per cozze e molluschi.
Il motivo è uno solo, e pesa più di tutto: la paura dell’epatite A.
Negli ultimi giorni si è tornati a parlare di alcuni casi registrati in Italia, in particolare in Campania e, come spesso accade, la notizia ha fatto scattare l’allarme tra i consumatori. Risultato? Tante persone stanno evitando molluschi crudi o poco cotti, anche per semplice precauzione.
E così, quello che dovrebbe essere uno dei momenti più forti per il settore ittico si sta trasformando in una giornata sottotono.
Chi lavora nelle pescherie lo conferma: meno gente, più domande, e soprattutto più diffidenza. Non è tanto il prezzo a frenare gli acquisti, quanto il timore di portare a tavola un prodotto percepito come “a rischio”.
Molte persone sui social o nei negozi stanno promuovendo soluzioni alternative come “la zuppa di pesce” o le istruzioni sulla cottura e preparazione dei frutti di mare.
A questo si aggiunge un altro fattore: le abitudini stanno cambiando. Sempre più persone partono per Pasqua, mangiano fuori o scelgono soluzioni più semplici. E anche questo incide.
Il risultato è un mix che pesa sul commercio locale: meno clienti e acquisti più cauti.
