di Michele Vidone 

Un primo confronto e un punto di partenza per avviare un dialogo sul rinnovo dei contratti collettivi della sanità privata, delle Rsa e delle case di riposo. È questo il bilancio dell’incontro tra Regione Campania e sindacati, secondo quanto riferisce in una nota la Uil Fpl Napoli e Campania.

Alla riunione, convocata dalla Regione nell’ambito della vertenza sul rinnovo dei contratti nazionali, hanno partecipato le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl regionali, che hanno illustrato alla Direzione generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del Sistema sanitario regionale le principali criticità legate ai contratti scaduti e alle ricadute anche a livello territoriale.

I sindacati hanno chiesto una revisione dei requisiti di accreditamento delle strutture private, con l’obiettivo di tutelare sia i lavoratori sia la qualità dei servizi offerti, oltre al potenziamento del nucleo ispettivo regionale per verificare il rispetto dei requisiti organizzativi.

Tramite la Direzione generale, che ha espresso sostegno alle rivendicazioni dei lavoratori, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno rivolto un appello al presidente della Regione Campania Roberto Fico affinché si faccia promotore di un’iniziativa di sensibilizzazione nei confronti della Conferenza Stato-Regioni e del ministero competente per affrontare la questione dei contratti non rinnovati.

“In questo primo incontro abbiamo avuto modo di apprezzare la disponibilità al confronto con i sindacati mostrata dal dirigente della Direzione generale per la Tutela della Salute, Ugo Trama, insieme al suo gruppo di lavoro”, ha dichiarato Vincenzo Torino, sub commissario della Uil Fpl Napoli e Campania.

Il prossimo incontro è stato fissato per il 30 marzo e servirà ad approfondire anche le proposte operative presentate dalle organizzazioni sindacali. Torino ha inoltre ringraziato i lavoratori del settore e i cittadini che hanno sostenuto le mobilitazioni svolte a Napoli.

“La gente ha ben compreso che non si tratta solo di una vertenza di lavoro – ha aggiunto – ma di una battaglia a tutela dei servizi sanitari e assistenziali. Il gap salariale che si è creato nel tempo con le aziende sanitarie pubbliche ha spinto molti lavoratori a lasciare il settore privato, che oggi fatica a trovare personale qualificato ed è costretto a fare affidamento sull’impegno e sul sacrificio dei dipendenti rimasti”.

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