di Michele Vidone 

Poteva essere salvata Anna Siena, la 36enne morta il 18 gennaio 2019 a Napoli, tre giorni dopo essere stata visitata all’ospedale Vecchio Pellegrini, dove le fu diagnosticata erroneamente una lombosciatalgia. Lo ha stabilito il giudice monocratico Filippo Potaturo, che ha condannato a due anni di reclusione il medico che la ebbe in cura, accogliendo la richiesta della Procura.

La donna, ignara di essere incinta per una gravidanza criptica, si era recata in ospedale per forti dolori addominali causati dalla presenza di un feto morto, non rilevato dai sanitari. Dimessa con soli antidolorifici, morì tre giorni dopo per uno shock emorragico. Secondo il medico legale, un’adeguata visita avrebbe potuto salvarle la vita.

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