Un’azione strutturata e sistematica per controllare e prevenire l’inquinamento ambientale prodotto da rumore e campi elettromagnetici. È quanto ha avviato il Comune di Napoli che ha deciso di sottoscrivere due convenzioni con l’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, per rafforzare le attività di monitoraggio sul territorio cittadino.
L’iniziativa è stata promossa dall’amministrazione comunale con la regia del sindaco Gaetano Manfredi e con l’impegno dell’assessore alla Salute e al Verde Vincenzo Santagada, che dal 2023 detiene anche le deleghe ambientali. Dal 2024, per la prima volta, il Comune ha messo in campo un programma organico di controlli sugli agenti fisici, considerati tra i principali fattori di impatto sulla qualità della vita e sulla salute dei cittadini.
Per quanto riguarda i campi elettromagnetici, le misurazioni hanno interessato 30 siti distribuiti sull’intero territorio comunale, scelti perché caratterizzati da un’elevata concentrazione di impianti radioelettrici. La decisione di avviare i controlli è stata ritenuta indispensabile a seguito dell’innalzamento dei limiti di esposizione, passati da 6 a 15 volt/metro con la legge 214 del 2023, entrata in vigore il 29 aprile 2024. I dati raccolti dai tecnici Arpac, pubblicati sul sito istituzionale del Comune per garantire la massima trasparenza, indicano che nella maggior parte dei siti monitorati i valori rilevati risultano entro i limiti di legge e, in molti casi, addirittura inferiori ai 6 volt/metro previsti dalla normativa precedente, con solo poche eccezioni. Con il bilancio di previsione 2026-2028, l’amministrazione ha già stanziato nuove risorse per proseguire e rafforzare queste attività.
Parallelamente è stata attivata una convenzione specifica per il monitoraggio del rumore ambientale, con l’obiettivo di contenere l’inquinamento acustico prodotto sia da diverse sorgenti sonore sia dai fenomeni legati alla movida e all’aggregazione notturna. I primi controlli si concentreranno nel centro storico, individuato come area prioritaria in collaborazione con gli assessori Armato e De Iesu, poiché caratterizzato da un’elevata presenza di attività di somministrazione e asporto e da una forte attrattività per i giovani nelle ore serali.
Il Comune punta a trovare un equilibrio tra lo sviluppo delle attività commerciali e turistiche e il diritto dei residenti alla vivibilità e al riposo. Al termine dei monitoraggi, l’amministrazione intende adottare un vero e proprio piano di risanamento acustico, in particolare per limitare gli effetti della movida, come già previsto dalla delibera di giunta n. 358 del 24 luglio 2025. Il percorso sarà supportato anche dal contributo tecnico-scientifico dei dipartimenti universitari delle università campane specializzati nel settore.
Infine, grazie al recupero delle risorse Iresa, l’imposta regionale sulle emissioni sonore degli aeromobili riconosciuta al Comune per la prima volta nel 2023, è stata avviata la richiesta di un protocollo d’intesa con Regione Campania e Arpac per il monitoraggio del rumore aeroportuale. L’obiettivo è potenziare i rilievi della rete già gestita da Gesac, composta da otto centraline, sette delle quali situate nel territorio comunale di Napoli. Il monitoraggio proseguirà anche nel 2026, consentendo di valutare sia l’impatto acustico del traffico aereo sia il rumore residuo durante la prevista chiusura dell’aeroporto per i lavori di riqualificazione.
