di Michele Vidone
Polemiche politiche sull’incontro tra il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l’ambasciatore russo a Roma Aleksej Vladimirovich Paramonov. Cirielli ha smentito le ricostruzioni secondo cui la Farnesina non fosse informata o che la premier Giorgia Meloni fosse irritata. “È falso che la Farnesina non sapesse – ha dichiarato – all’incontro hanno partecipato anche due funzionari del ministero degli Esteri che hanno redatto una nota formale. Era tutto alla luce del sole”.
Il viceministro ha spiegato che si è trattato di una prassi diplomatica ordinaria: “Quando un’ambasciata chiede un incontro con il governo spesso è il viceministro a ricevere i diplomatici. È normale che io incontri gli ambasciatori accreditati”. Cirielli ha inoltre negato tensioni con la premier e ha sottolineato che non si trattava del primo colloquio con il rappresentante russo.
A difenderlo è intervenuto anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che da Bruxelles ha definito la vicenda “una polemica inutile”, ricordando che “l’ambasciatore è accreditato presso la Repubblica italiana e l’Italia non ha rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione russa”.
Sul tema si è espresso anche il vicepremier Matteo Salvini, che ha affermato di non conoscere l’agenda del viceministro ma ha rilanciato la proposta di sospendere le sanzioni sul petrolio russo già in mare, definendola “una proposta di buon senso per aiutare famiglie e imprese italiane”.
Dure le reazioni delle opposizioni. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha ironizzato sul ministro Tajani invitandolo a “svegliarsi” e a sapere cosa fanno i suoi viceministri. Carlo Calenda ha chiesto le dimissioni di Cirielli sostenendo che un viceministro che incontra l’ambasciatore russo senza autorizzazione dovrebbe lasciare l’incarico.
Critico anche il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia, che chiede chiarimenti sulla vicenda: “Siamo davanti a un governo che non ha più una bussola in politica estera”. Sulla stessa linea la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno, secondo cui l’incontro “non può essere archiviato con il silenzio” in un contesto segnato dalla guerra in Ucraina.
Altri esponenti dell’opposizione parlano infine di una vicenda da chiarire, chiedendo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni di spiegare se l’incontro rientrasse nella normale attività diplomatica o se vi sia stata un’iniziativa autonoma del viceministro.
