di Michele Vidone 

Nuovo colpo al patrimonio del clan dei Casalesi: la Corte d’Appello di Napoli ha disposto la confisca definitiva di alcuni terreni riconducibili al boss Francesco Schiavone, storico capo dell’organizzazione criminale, da anni detenuto al regime di 41 bis.

Il provvedimento riguarda quattro terreni agricoli, per un’estensione complessiva di circa 15 ettari, situati nella tenuta Ferrandelle a Santa Maria la Fossa. Si tratta di beni che, pur appartenendo all’azienda agricola del boss, erano sfuggiti alla precedente confisca degli anni ’90.

Determinanti le indagini economico-patrimoniali condotte dalla Guardia di Finanza di Caserta, che hanno permesso di individuare con precisione le particelle catastali non incluse nel sequestro originario del 1996. Il valore complessivo dei terreni è stimato in oltre un milione di euro.

I beni passano così definitivamente allo Stato e si inseriscono nel più ampio patrimonio già assegnato alla società consortile Agrorinasce, impegnata nel riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

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