di Michele Vidone 

La sanità e le criticità del sistema sanitario sono state al centro di un’iniziativa promossa dallo Spi Cgil Campania e Napoli al Parco Borbonico del Fusaro, a Bacoli, dal titolo “Le proposte dello Spi Cgil per la difesa e il potenziamento del Servizio sanitario nazionale”.

Il segretario generale della Cgil Napoli e Campania Nicola Ricci ha sottolineato la necessità di riaprire un confronto con la giunta regionale guidata dal presidente Roberto Fico per affrontare i problemi cronici della sanità campana, a partire dai pronto soccorso sovraffollati, dalle liste d’attesa e dalla riorganizzazione della medicina territoriale. Ricci ha ricordato che nel 2025 la Regione Campania ha speso circa 300 milioni di euro per l’emigrazione sanitaria. Ha inoltre annunciato che, insieme al sindacato dei pensionati, dopo la campagna referendaria per il No alla riforma della giustizia partirà una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare sulla sanità. L’obiettivo, ha spiegato, è costruire una mobilitazione dal basso per contrastare le politiche del Governo, accusato di non destinare risorse sufficienti al sistema sanitario nazionale. Secondo la Cgil, quest’anno mancherebbero circa 10 miliardi di euro per coprire il fabbisogno minimo necessario a garantire un servizio sanitario accessibile a tutti.

Aprendo i lavori, il segretario generale dello Spi Cgil Campania e Napoli Giovanni Nughes ha evidenziato come il diritto alla cura e alla salute sia sempre più a rischio per cittadini, lavoratori e pensionati. Nughes ha parlato di un paradosso: invece di investire su prevenzione, assistenza e sanità di prossimità, il Governo starebbe favorendo un modello che rischia di accentuare le disuguaglianze, con una sanità minima per i più poveri e una sanità per chi può permettersi cure private. Ha inoltre criticato le scelte politiche legate all’autonomia differenziata e alle misure sociali, sostenendo che queste rischiano di lasciare indietro una parte della popolazione.

A Napoli, a margine dell’incontro “L’evoluzione digitale al servizio del paziente”, è intervenuto anche il ministro della Salute Orazio Schillaci. Rispondendo a una domanda sull’uscita della Campania dal piano di rientro sanitario, il ministro ha spiegato che sono in corso confronti con il presidente della Regione e che si sta lavorando in quella direzione.

Schillaci ha poi commentato la vicenda della morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta il 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore. Il ministro ha spiegato che sono in corso indagini e che gli ispettori del Ministero stanno redigendo i verbali delle ispezioni. I tempi per eventuali decisioni, ha precisato, saranno quelli necessari per completare le verifiche.

Nel suo intervento al convegno il ministro ha infine sottolineato l’importanza della digitalizzazione in sanità, che secondo lui può rendere il sistema più vicino ai cittadini, più efficiente e più equo. Ha evidenziato come oggi sia inaccettabile che l’accesso alle cure dipenda dal luogo di residenza e ha indicato nelle tecnologie digitali uno strumento per ridurre le differenze tra regioni e tra aree urbane e piccoli centri. Schillaci ha inoltre ricordato che anche l’intelligenza artificiale, se governata dall’intelligenza umana, potrà contribuire a migliorare diversi aspetti del sistema sanitario pubblico, rendendolo più moderno e in grado di rispondere alle nuove esigenze dei cittadini.

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