Di Angelo Maurizio Tortora
“Siamo di fronte a una vicenda gravissima e dolorosa che impone la massima trasparenza e accertamenti rapidi e rigorosi. Quando si parla di trapianti e di protocolli salvavita non possono esserci zone d’ombra. È necessario chiarire ogni passaggio: dalla conservazione e trasporto dell’organo fino alle decisioni assunte in sala operatoria”. Così, in una nota, il deputato di Avs Francesco Emilio Borrelli in merito al caso del bimbo di due anni ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli e sottoposto a trapianto cardiaco lo scorso 23 dicembre. Il cuore trapiantato, però, sarebbe stato compromesso durante il suo trasporto da Bolzano a Napoli, a causa di una conservazione non rispettosa degli standard richiesti dalle procedure, che ne avrebbero compromesso le funzionalità. Un cattivo funzionamento dell’organo che ha costretto i sanitari a ricoverare il piccolo in terapia intensiva in attesa di un nuovo donatore e, quindi, di un nuovo trapianto. È di ieri il provvedimento della direzione generale del nosocomio partenopeo che ha “disposto sin da subito tutte le verifiche necessarie finalizzate a ricostruire in modo puntuale l’intero percorso clinico-terapeutico-assistenziale e ad individuare eventuali criticità o responsabilità”. L’azienda dopo aver espresso “la propria più sincera vicinanza e solidarietà alla famiglia del piccolo paziente, condividendone il dolore e assicurando il massimo impegno per fare piena chiarezza sull’accaduto”, ha sospeso in via cautelativa, gli operatori direttamente coinvolti “da ulteriori attività trapiantologiche ed è sospeso temporaneamente l’inserimento in lista trapianti di nuovi pazienti”. L’azienda ospedaliera dei Colli ha anche confermato “la piena collaborazione con le autorità competenti e rinnova l’impegno a garantire i più elevati standard di sicurezza, qualità e trasparenza finora assicurati nell’assistenza sanitaria”. “In questo momento – continua Borrelli – la priorità assoluta resta la vita del bambino. Alla sua famiglia va il nostro pieno sostegno umano e istituzionale. Lo Stato deve essere presente, garantendo che venga fatto tutto il possibile per salvare il piccolo e che, parallelamente, venga fatta piena luce sulle eventuali responsabilità. Se errori ci sono stati, dovranno essere accertati senza esitazioni”.
