di Michele Vidone 

L’imprenditrice di Pompei Maria Rosaria Boccia e il giornalista Carlo Tarallo rischiano il processo nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sulla diffusione di informazioni relative alla vita privata dell’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e della moglie. Con la chiusura delle indagini, ai due viene contestato di aver reso pubblici frammenti di una conversazione in cui l’ex ministro avrebbe confessato una relazione con Boccia. Secondo gli inquirenti, l’imprenditrice avrebbe ottenuto quella conversazione minacciando di rendere nota la presunta relazione attraverso siti d’informazione e social network. I fatti risalgono al 26 agosto 2025 e la notifica della conclusione delle indagini, che precede la richiesta di rinvio a giudizio, consente ora agli indagati di presentare memorie, documenti e dichiarazioni al sostituto procuratore di Roma Barbara Trotta, titolare del procedimento. Parallelamente, lunedì è prevista in Procura a Roma l’udienza preliminare di un altro procedimento che vede Boccia accusata di stalking, lesioni e diffamazione ai danni dell’ex ministro.

Maria Rosaria Boccia, commentando la chiusura delle indagini, ha dichiarato di non aver ancora visionato gli atti e di ritenere quindi prematuro qualsiasi commento nel merito. L’imprenditrice ha ribadito la propria estraneità a condotte contrarie alla legge, esprimendo l’auspicio che tale posizione venga confermata nelle sedi giudiziarie e che si giunga a un’archiviazione del procedimento. Boccia ha inoltre precisato che la notifica della conclusione delle indagini per diffusione di informazioni relative alla vita privata le è stata recapitata presso il suo difensore di fiducia, l’avvocato Francesco Di Deco.

Dal canto suo, l’avvocato Maurizio Capozzo, legale del giornalista Carlo Tarallo, ha definito la vicenda “sconcertante”, sostenendo che fin dall’inizio fosse stato chiarito come il giornalista non avesse alcuna responsabilità nel confezionamento del servizio in cui era stato diffuso il file audio, essendosi limitato all’intervista all’imprenditrice. Capozzo ha inoltre ricordato che la vicenda era già stata esaminata in precedenza e che il sito per cui lavora Tarallo si sarebbe limitato a riportare stralci di un file audio già diffuso da altri, per il quale l’indagine si era conclusa con un’archiviazione.

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