Il caso del bambino di Ischia vittima di bullismo perché appassionato di danza continua a suscitare reazioni nel mondo politico e culturale. A intervenire è Fiorella Zabatta, co-portavoce di Europa Verde ed esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, che riprende e condivide le parole del coreografo Enzo Paolo Turchi.

“Le parole di Enzo Paolo Turchi colpiscono nel segno – afferma Zabatta – è intollerabile che nel 2026 un bambino debba rinunciare alla propria passione a causa di stereotipi di genere e ignoranza. La danza non ha sesso, ma il bullismo ha colpevoli precisi e spesso affonda le sue radici in contesti familiari e culturali”.

Secondo l’esponente di Avs, oggi esistono però strumenti concreti per contrastare fenomeni di questo tipo. Zabatta richiama la Legge 70/2024, a prima firma del deputato Devis Dori, sottolineando come la norma non abbia solo un carattere punitivo ma punti soprattutto su percorsi rieducativi e riparativi. “Come evidenziato anche da Turchi – spiega – il nodo centrale resta quello educativo e il ruolo dei genitori. La cosiddetta ‘Legge Dori’ rafforza infatti la responsabilità delle famiglie e il supporto agli insegnanti nella prevenzione del bullismo”.

Infine, un messaggio diretto al piccolo protagonista della vicenda e alle istituzioni scolastiche. “Al bambino dico di non mollare: la tua arte è libertà – conclude Zabatta –. Alle scuole chiediamo di applicare con rigore la norma, attraverso un monitoraggio costante e interventi rieducativi immediati nei confronti di chi aggredisce. Nessuno deve avere il potere di spegnere il talento di un bambino”.

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