di Michele Vidone 

Il sindaco e la Giunta nell’aula della Municipalità di Bagnoli, i comitati in protesta all’esterno. Si è svolta così la seduta monotematica del Consiglio comunale di Napoli dedicata alla rigenerazione urbana del quartiere e ai lavori funzionali all’America’s Cup, in programma nel 2027.

All’interno dell’aula confronto lungo e serrato tra amministrazione e consiglieri; fuori, i manifestanti hanno contestato di essere stati esclusi dalle scelte sul futuro dell’area, chiedendo lo stop a interventi ritenuti inutili. Le posizioni restano distanti, anche se il sindaco e commissario di governo, Gaetano Manfredi, ha ribadito la disponibilità al dialogo, «partendo da dati tecnici e fatti scientifici», chiarendo di non volersi rendere «complice» di un fallimento che si trascina da decenni.

La bonifica si farà, ha assicurato l’ex ministro, richiamando quanto previsto dal Programma di risanamento ambientale e rigenerazione urbana (Praru). Non è prevista la rimozione della colmata, che sarà invece “sigillata” e trasformata in una grande piazza a mare. Le opere provvisorie legate all’America’s Cup saranno rimosse al termine della manifestazione, mentre infrastrutture come la nuova stazione della metropolitana e il parco urbano resteranno alla città.

Tra i nodi più delicati quello dell’esproprio di alcune abitazioni a Coroglio. «Non siamo quelli del no – ha dichiarato una residente, Paola Minieri – difendiamo il diritto alla casa, che non vale meno del progetto di riqualificazione. L’esproprio dovrebbe essere l’ultima spiaggia, invece sembra la scelta più comoda». Manfredi ha replicato assicurando che si proverà a «contemperare le esigenze di chi vuole restare e di chi intende andare via, ricevendo un indennizzo».

Durante la seduta non sono mancate tensioni anche sul piano politico. «Mi sono vergognato di entrare in questo Consiglio», ha affermato il consigliere comunale di Avs e consigliere regionale Rosario Andreozzi, criticando la gestione dell’ordine pubblico e parlando di «occasione persa» di confronto con la cittadinanza. Andreozzi ha poi richiamato le ferite storiche del quartiere, dalle vittime dell’amianto ai casi di tumore certificati dalla sentenza Cedu sul biocidio, chiedendo rispetto per «quarant’anni di sofferenza».

Il consigliere ha espresso perplessità anche sull’organizzazione dell’America’s Cup e sulle opere definite “temporanee”, citando l’esperienza di Barcellona come esempio dei rischi legati ai grandi eventi. Infine, ha rivolto un appello alla maggioranza e al sindaco perché si torni a «parlare con la città», evitando che la rigenerazione di Bagnoli diventi «l’ennesima ferita per una comunità che attende risposte da quarant’anni».

All’esterno, intanto, sono proseguiti i cori dei comitati – «Chi ha inquinato deve pagare», «Sì alla spiaggia, no alla Coppa» – e la richiesta di rilascio dell’attivista fermato negli scontri precedenti alla seduta, durante i quali un agente è rimasto ferito.

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