Nuovo scontro politico sulla riqualificazione di Bagnoli. L’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris accusa duramente l’attuale primo cittadino e commissario straordinario per l’area di Bagnoli Gaetano Manfredi, parlando di un progetto portato avanti da un “asse politico” che coinvolgerebbe governo e poteri economici. “L’asse del commissariamento speculativo ai danni della città porta questi nomi: Renzi-Manfredi-Meloni”, ha dichiarato de Magistris in un video diffuso sui social, riferendosi all’ex premier Matteo Renzi e all’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
L’ex sindaco sostiene che durante la sua amministrazione erano stati contrastati gli espropri previsti dal governo Renzi e che oggi quella linea sarebbe stata ripresa dall’attuale gestione commissariale guidata da Manfredi. Secondo de Magistris, le recenti dichiarazioni del sindaco sulla possibilità di rivedere alcune scelte sul borgo di Coroglio rappresenterebbero “una marcia indietro finta e tardiva”.
“Manfredi prende tempo perché vuole portare a casa la Coppa America e lasciare la questione aperta per la prossima amministrazione”, afferma l’ex primo cittadino, accusando il sindaco di voler solo “spegnere qualche focolaio”.
De Magistris ha ricordato che il piano elaborato durante il suo mandato – il Praru approvato con il governo guidato da Paolo Gentiloni – prevedeva il recupero del borgo Coroglio con la possibilità per gli abitanti di restare nelle loro case durante il processo di riqualificazione, lasciandole solo per il tempo necessario ai lavori. Nel progetto, ha aggiunto, erano previsti anche una spiaggia pubblica, un piccolo porto e il recupero della linea di costa. “Oggi invece – sostiene – la spiaggia pubblica è stata cancellata e si sta realizzando una colata di cemento”.
L’affondo finale è rivolto direttamente a Manfredi: “La polpetta avvelenata è il commissario Manfredi, l’uomo cerniera-bostik con Meloni e i poteri forti”. Nell’attacco l’ex sindaco cita anche l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, accusando l’attuale amministrazione di non parlare del suo ruolo e sostenendo che “da inquinatore lo ha fatto passare per benefattore”.
