di Michele Vidone
Aumentano i casi di epatite A in Campania, con un incremento che preoccupa le autorità sanitarie. Solo nelle ultime 24-48 ore all’ospedale Cotugno di Napoli si sono registrati oltre dieci accessi al pronto soccorso, per un totale di 43 ricoverati. Un paziente di 46 anni sarà trasferito al Cardarelli per un trapianto. Numeri in crescita anche negli ospedali Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli e Ospedale del Mare.
Secondo i dati regionali aggiornati al 18 marzo, i casi complessivi sono 133. Tra le possibili cause si ipotizza il consumo di frutti di mare e pesce crudo. La Regione Campania ha avviato un rafforzamento dei controlli sulla filiera dei molluschi e ha coinvolto Asl e istituti scientifici per monitorare la situazione. Intanto viene rivolto un appello alla vaccinazione, soprattutto nei nuclei familiari dove è presente un caso.
L’epatite A è un’infezione del fegato che si trasmette per via oro-fecale, attraverso alimenti o acqua contaminati o per contatto diretto con persone infette. I sintomi più comuni includono febbre, nausea, dolori addominali e ittero, anche se nei bambini può manifestarsi in forma asintomatica.
Sul fronte sanitario regionale emerge anche la criticità legata alla carenza di medici di famiglia. Secondo il sindacato SMI, in Campania mancano oltre 600 medici di medicina generale, numero destinato a crescere con più di mille pensionamenti previsti entro il 2028.
Una situazione che, secondo il segretario regionale Giovanni Senese, rischia di compromettere la qualità dell’assistenza territoriale e di rendere sempre meno attrattiva la professione, aggravata anche da un accordo integrativo regionale fortemente contestato. L’appello alla Regione è quello di intervenire per riformare il sistema e garantire un servizio sanitario più efficiente e sostenibile per i cittadini.
