di Michele Vidone 

Sarà istituito a breve un tavolo permanente dedicato al fiume Sarno e al Rio Sguazzatorio che coinvolgerà la Commissione parlamentare d’inchiesta sul rischio idrogeologico e sismico, la Regione Campania e i Comuni interessati. Lo ha annunciato il presidente della Commissione, il deputato di Forza Italia Pino Bicchielli, al termine dell’audizione dell’assessora regionale all’Ambiente Claudia Pecoraro.

Secondo Bicchielli, dall’audizione è emerso che la Regione attualmente è priva di piani di protezione civile, anche se la giunta guidata dal presidente Roberto Fico sarebbe già al lavoro per colmare questa lacuna. Il deputato ha sottolineato inoltre l’importanza della gestione del Rio Sguazzatorio, oggi di competenza della Regione Campania, per affrontare le criticità emerse soprattutto durante le piogge dell’ultimo inverno. Nel corso dell’incontro è stato illustrato anche il programma degli interventi già realizzati e di quelli previsti, che dovrebbero partire ad aprile 2026 e concludersi a luglio 2027. Bicchielli ha però evidenziato una discrepanza tra gli interventi annunciati e quelli effettivamente eseguiti, ricordando anche il contenzioso di circa cento milioni di euro annui che la Regione affronta per i danni legati agli allagamenti.

Sul fronte ambientale, l’assessora regionale Claudia Pecoraro ha confermato che la Regione Campania, con il bilancio di previsione 2026-2028, ha stanziato 8,9 milioni di euro per la bonifica definitiva del sito Agrimonda di Mariglianella, ex deposito di fitofarmaci distrutto da un incendio nel 1995 e simbolo delle emergenze ambientali dell’area nolana. Pecoraro ha definito l’intervento una scelta politica chiara per affrontare e risolvere situazioni rimaste irrisolte per decenni, ringraziando il consigliere regionale Gennaro Saiello per aver mantenuto alta l’attenzione sulla vicenda anche negli anni passati. Ogni intervento di risanamento ambientale, ha aggiunto, rappresenta un atto di giustizia ambientale e un impegno verso le future generazioni.

Intanto il Governo ha presentato al Consiglio d’Europa un aggiornamento sulle azioni intraprese per affrontare le criticità della Terra dei Fuochi. Il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava, insieme al commissario straordinario per le bonifiche, il generale dei Carabinieri Giuseppe Vadalà, ha illustrato le misure adottate davanti al Comitato dei ministri dell’organismo europeo. Le delegazioni di diversi Paesi, tra cui Svizzera, Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, hanno espresso apprezzamento per la partecipazione diretta del Governo italiano e per la rapidità degli interventi messi in campo, dalla nomina del commissario straordinario alla definizione di un piano d’azione complessivo in meno di un anno.

Il confronto si inserisce nel percorso avviato dopo la sentenza della Corte europea dei diritti umani del 30 gennaio 2025, con cui l’Italia è stata condannata per non aver adeguatamente tutelato la salute dei residenti nell’area. La Corte ha concesso due anni di tempo al Governo per elaborare una strategia globale, istituire un sistema di monitoraggio indipendente e creare una piattaforma pubblica di informazione. Nel frattempo è stato predisposto un piano di interventi da 200 milioni di euro per il biennio 2026-2027.

Sui risultati illustrati al Consiglio d’Europa è intervenuto anche il deputato e coordinatore della Lega in Campania Gianpiero Zinzi, che ha parlato di un segnale di speranza per i cittadini delle aree colpite da roghi tossici e sversamenti illegali di rifiuti. Secondo Zinzi, il lavoro portato avanti dal viceministro Gava e dal commissario Vadalà rappresenta un cambio di passo rispetto al passato, con interventi concreti, risorse e tempi certi per restituire questi territori alla popolazione.

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