di Michele Vidone
L’uscita della Campania dal Piano di rientro sanitario viene accolta come un risultato storico e condiviso, frutto di un lungo percorso di risanamento e confronto istituzionale, ma anche come l’inizio di una nuova fase per il sistema sanitario regionale.
Il vicepresidente della Regione, Mario Casillo, sottolinea che il traguardo consente ora di programmare investimenti, assumere personale e rafforzare la medicina territoriale, riducendo la distanza tra bisogni dei cittadini e risposte del sistema. Sulla stessa linea l’onorevole Carmela Auriemma, che evidenzia come si apra una stagione decisiva per migliorare servizi, infrastrutture e accesso alle cure.
Dal fronte sindacale, Nicola Ricci indica le priorità: riduzione delle liste d’attesa, potenziamento della medicina territoriale, stabilizzazione del personale e piena attuazione dei progetti legati al PNRR.
Diversa la lettura politica sulle responsabilità del risultato. L’ex presidente Vincenzo De Luca rivendica il lavoro svolto negli anni precedenti e sottolinea come l’uscita sia arrivata dopo ricorsi vinti al Tar e al Consiglio di Stato, accusando il ministero di aver ritardato una decisione già dovuta. Il deputato Gimmi Cangiano attribuisce invece un ruolo centrale al governo e al ministro Schillaci, evidenziando però che restano criticità e inefficienze da risolvere.
Nel complesso, pur tra posizioni politiche differenti, emerge una linea comune: la fine del commissariamento rappresenta un punto di partenza per rilanciare la sanità campana, migliorare i servizi e garantire un sistema più efficiente, equo e vicino ai cittadini.
