di Michele Vidone
Un momento di confronto su inclusione, diritti e nuove sfide sociali – come i rischi legati all’intelligenza artificiale – ha coinvolto studenti delle scuole superiori a Napoli, nell’ambito della XXII Settimana di azione contro il razzismo promossa dall’UNAR.
L’iniziativa, organizzata dalla Città Metropolitana di Napoli, si è svolta presso l’Università Suor Orsola Benincasa e ha avuto l’obiettivo di sensibilizzare i giovani sui temi della discriminazione razziale, dell’inclusione e della conoscenza delle storie migratorie.
La dirigente UNAR Agnese Nadia Canevari ha sottolineato l’importanza di coinvolgere le nuove generazioni per costruire una società più coesa, mentre il vicesindaco metropolitano Giuseppe Cirillo ha evidenziato il valore dell’incontro tra istituzioni, università e studenti, ribadendo che “l’altro è una risorsa, non un pericolo”. Il rettore Lucio d’Alessandro ha ricordato come l’ateneo abbia tra i suoi pilastri l’integrazione sociale e culturale.
L’evento ha alternato momenti teorici a laboratori pratici, con una tavola rotonda dedicata alle storie di migrazione e un workshop sull’intelligenza artificiale e i bias. Proprio su questo tema è emerso come alcuni sistemi di IA possano riflettere e amplificare stereotipi: ad esempio, generatori di immagini tendono ad associare automaticamente contesti come le carceri a persone con pelle scura, mentre studi dell’UNESCO evidenziano come i modelli linguistici associno più frequentemente le donne a ruoli domestici e gli uomini a carriere professionali.
L’incontro ha quindi messo in luce una doppia sfida: da un lato contrastare le discriminazioni sociali tradizionali, dall’altro comprendere e governare i nuovi rischi legati alle tecnologie digitali, affinché non diventino strumenti di amplificazione dei pregiudizi ma leve per una società più equa e inclusiva.
